Premesse generali

 

1. Nella Visita Pastorale il Vescovo «esercita più da vicino per il suo popolo il ministero della parola, della santificazione e della guida pastorale» (Pastores gregis, n. 46). Per questo anche le celebrazioni liturgiche e la preghiera comunitaria hanno la loro importanza in occasione della Visita Pastorale: in esse il Vescovo si presenta ai fedeli nel suo ministero di dottore, santificatore e pastore della sua Chiesa (cf. Sacrosantum Concilium, n. 41)

2. Durante la preghiera, specialmente quella liturgica, il Vescovo predicherà la Parola di Dio come maestro autentico, rivestito dall’autorità di Cristo, chiamando tutti alla fede nella forza dello Spirito e confermando i battezzati nella retta dottrina. Nella celebrazione liturgica, in modo eminente, è presente lo stesso Signore Gesù Cristo, pontefice sommo, che si manifesta nel ministero del Vescovo, assisto dai presbiteri, e nella comunità dei credenti (cf. Cæremoniale Episcoporum, n. 8; d’ora in poi: CE).

3. Nella Chiesa particolare è presente e agisce veramente la Chiesa di Cristo, una, santa, cattolica e apostolica (cf. Christus Dominus, n. 11; Lumen gentium, n. 23). Per questo s. Ignazio ci ricorda: «Dove sarà presente il Vescovo, lì vi sia anche il popolo, così come dove sarà Cristo Gesù, vi è la Chiesa cattolica» (S. Ignazio di Antiochia, Lettera ai cristiani di Smirne, 8, 2).

4. Le celebrazioni presiedute dal Vescovo «manifestano il mistero della Chiesa a cui è presente Cristo; perciò non sono un semplice apparato di cerimonie. Inoltre è opportuno che queste celebrazioni siano di esempio per tutta la diocesi e brillino per la partecipazione attiva del popolo. Perciò in esse la comunità riunita partecipi con il canto, il dialogo, il sacro silenzio, l'attenzione interna e la partecipazione sacramentale» (CE, n. 12).

5. Secondo l'insegnamento del Concilio Vaticano II, bisogna curare che i riti risplendano di nobile semplicità (Sacrosantum Concilium, n. 41). Questo principio vale certamente anche per la liturgia episcopale in occasione della Visita Pastorale: le celebrazioni e gli incontri di preghiera siano pertanto insieme solenni e sobri, evitando inopportune ostentazioni e appesantimenti (cf. CE, n. 55; Apostolorum successores, n. 224).

6. Generalmente la Visita Pastorale si avvia la domenica in una celebrazione festiva (oppure il sabato sera). Dopo il rito di accoglienza del Vescovo che apre così la Visita Pastorale segue immediatamente la celebrazione dell’Eucaristia o del Vespro o di una celebrazione della Parola di Dio.

7. Nell’occasione della Visita Pastorale non è previsto che abbiano luogo la celebrazione del Battesimo o della Messa di Prima Comunione. E’ invece altamente raccomandato inserire la celebrazione del sacramento della Confermazione nel contesto della Visita Pastorale.

8. Secondo l’opportunità e la sensibilità della parrocchia, è possibile prevedere durante la visita la celebrazione del sacramento dell’Unzione degli infermi, la benedizione dei coniugi nell’anniversario del loro matrimonio, la visita al Cimitero (una sola volta per le diverse parrocchie di un medesimo Comune), qualche altro incontro di preghiera (vespri, adorazione eucaristica, veglia, liturgia della parola…). Tutti i momenti celebrativi, con relativi schemi e scelte di letture, siano debitamente concordati con il Vescovo ed espressamente previsti nel programma parrocchiale.

9. Gli schemi e le proposte di questo sussidio possono essere liberamente adattati dalle singole comunità parrocchiali, rispettando ovviamente gli orientamenti di fondo e le norme liturgiche. I momenti di preghiera siano quindi animati secondo la sensibilità e lo stile proprio di ogni parrocchia. Per un più facile adattamento degli schemi e l’eventuale predisposizione di qualche sussidio per l’assemblea, si segnala che tutti i testi sono reperibili nel sito Internet della diocesi (www.diocesinardogallipoli.it), dal quale si possono scaricare e quindi modificare o stampare. Alcuni schemi di preghiera di questo sussidio si possono utilizzare anche in preparazione alla visita del Vescovo.