Liturgia della Parola per la Visita Pastorale

(da utilizzare anche in preparazione)

 

In occasione della Visita Pastorale, come anche in preparazione ad essa, la comunità parrocchiale può invitare i fedeli a partecipare a dei specifici momenti di preghiera, affinché sia messo in risalto l’aspetto spirituale di tale evento. Accanto alla S. Messa con specifica predicazione, si può pensare anche ad una liturgia della Parola o alla celebrazione comunitaria dei Vespri.

In comunione con le claustrali dei quattro monasteri di clausura della diocesi, le quali accompagnano nella speciale preghiera lo svolgimento della Visita Pastorale, i fedeli sono invitati a disporsi spiritualmente per riconoscere e accogliere il ministero del Vescovo che viene a visitare il suo popolo per cercare le sue pecore, averne cura e radunarle in unità (cf. Lc 1,68; 7, 16; Ez 34,11ss). La preghiera comunitaria orienta e sostiene inoltre la comunità ad avere uno sguardo di fede sul proprio cammino di discernimento pastorale, ricordandosi che il fondamento di ogni azione pastorale deve essere Cristo stesso, è lui la pietra viva e angolare che dà stabilità e coesione alla Chiesa (cf. Mt 21,42; At 4, 11; 1 Pt 2,7).

Se il Vescovo presiede i Vespri, egli indossa gli abiti liturgici: camice, stola e piviale del colore del giorno o di colore bianco. Terminata la recita dei salmi del giorno, proposta magari in una forma che favorisca il raccoglimento (con il canto, piccoli stacchi di silenzio, una frase che annuncia il contenuto del salmo…), si può scegliere come lettura un brano adatto alla circostanza e più completo (evitando ovviamente un brano evangelico), come ad esempio At 2, 29-48 (discorso di Pietro e vita dei primi cristiani), Rm 12, 1-13 (unità e diversità nella Chiesa), 1 Cor 3, 1-23 (la comunione ecclesiale), 1 Cor 12, 1-11 (i doni spirituali), 2 Cor 5,14-6,10 (il ministero apostolico), Ef 2, 13-22 (la comunione in Cristo), 1 Pt 2, 1-10 (il popolo di Dio). Nei tempi forti di Avvento, Quaresima e Pasqua si può utilizzare la prima lettura del giorno.

Se invece si propone una liturgia della Parola o un’adorazione eucaristica, si possono utilizzare gli schemi che seguono, adattandoli ovviamente secondo l’opportunità, utilizzando anche altri brani scritturistici (vedi sopra) e testi magisteriali, riportati alla fine del «Vademecum per la Visita Pastorale» già pubblicato.

Celebrazione della Parola di Dio

 

Il celebrante indossa camice, stola e piviale del colore del giorno (o di colore bianco).

Si scelgono dei canti adatti alle letture e al tema della convocazione come popolo di Dio.

C=celebrante ; G=guida; L=lettore (lettori)

 

Introduzione

G. Nella preghiera siamo chiamati a preparare la Visita Pastorale del nostro Vescovo Domenico. Egli viene tra noi come immagine di Cristo Gesù, Buon Pastore, che viene a visitare il suo popolo nella pace. Come maestro, padre e pastore, il Vescovo viene per cercare le sue pecore, averne cura e radunarle in unità. La Visita Pastorale è pertanto un evento di grazia che ricorda la presenza di Cristo in mezzo al suo popolo; essa chiede a noi la disponibilità all’ascolto della Parola e la docilità del nostro cuore per lasciarci ancora incontrare dal Signore e rispondere alla sua chiamata con semplicità e gioia.

Canto iniziale (ad esempio allo Spirito Santo)

C.    Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

R/.    Amen.

C.     Il Signore, che viene a visitare e redimere il suo popolo,

         sia con tutti voi.

R/.     E con il tuo spirito.

C.  Fratelli, siamo riuniti in preghiera per prepararci a ricevere la visita del nostro Vescovo Domenico che viene tra noi come successore degli apostoli, pastore e guida delle nostre anime. Ringraziamo Dio Padre perché nel ministero del Vescovo vediamo la visita stessa del Signore Gesù che non fa mancare la sua grazia alla nostra comunità. Riconosciamo però anche le nostre infedeltà al Vangelo di Cristo e i nostri peccati che non edificano la sua Chiesa.

 

Oppure se presiede il Vescovo durante la visita:

V.   Fratelli, mentre Cristo viene a visitare il suo popolo, apriamo il nostro cuore al dono dello Spirito; chiediamogli di rendere forte la nostra fede e certa la nostra testimonianza. Imploriamo però anche la sua misericordia perché ci conceda di riconoscere bene le nostre debolezze e infedeltà.

 

R/. Kýrie, eléison. (ritornello cantato)

L.        Signore, tu sei il Buon Pastore che conosce ogni uomo, abbi pietà di noi quando non ascoltiamo la tua Parola e diventiamo pigri nel seguire la tua via.

R/. Kýrie, eléison. (ritornello cantato)

L.        Cristo, tu non ci abbandoni davanti ai lupi, abbi pietà di noi quando siamo tentati dall’egoismo e ci scoraggiamo tra le difficoltà della vita.

R/. Christe, eléison. (ritornello cantato)

L.        Signore, tu ci visiti sempre e specialmente nei poveri, abbi pietà di noi quando non ci accorgiamo del prossimo e ci chiudiamo nelle nostre presunzioni.

R/. Kýrie, eléison. (ritornello cantato)

 

C.        Preghiamo.

O Padre, che in Cristo tuo Figlio ci hai offerto il modello del vero Pastore che dà la vita per il suo gregge, fa' che ascoltiamo sempre la sua voce e camminiamo lietamente sulle sue orme nella via della verità e dell'amore. Per Cristo nostro Signore.

Tutti seggono

 

Ascolto della Parola

G. La Parola di Dio guida e illumina il nostro cammino: è il Signore che ci parla attraverso la Scrittura. Il profeta Ezechiele ci mostra l’immenso amore di Dio verso il suo popolo attraverso l’immagine del pastore. Dio è un pastore che a differenza dei pastori malvagi e inetti, conduce le sue pecore con disinteresse e amore incondizionato. Nel Vangelo Gesù rivela se stesso come il Buon Pastore, affermando la sua unità col Padre nella stessa dignità divina. Disponiamo il nostro cuore all’ascolto, perché il seme della Parola porti frutti di conversione e di santità.

 

Dal libro del profeta Ezechiele (34, 1-4.11-16.23-24.31)

Mi fu rivolta questa parola del Signore: "Figlio dell'uomo, profetizza contro i pastori d'Israele, predici e riferisci ai pastori: Dice il Signore Dio: Guai ai pastori d'Israele, che pascono se stessi! I pastori non dovrebbero forse pascere il gregge? Vi nutrite di latte, vi rivestite di lana, ammazzate le pecore più grasse, ma non pascolate il gregge. Non avete reso la forza alle pecore deboli, non avete curato le inferme, non avete fasciato quelle ferite, non avete riportato le disperse. Non siete andati in cerca delle smarrite, ma le avete guidate con crudeltà e violenza.

Cosi dice il Signore Dio: Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura. Come un pastore passa in rassegna il suo gregge quando si trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse, così io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi dove erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine. Le ritirerò dai popoli e le radunerò da tutte le regioni. Le ricondurrò nella loro terra e le farò pascolare sui monti d'Israele, nelle valli e in tutte le praterie della regione. Le condurrò in ottime pasture e il loro ovile sarà sui monti alti d'Israele; là riposeranno in un buon ovile e avranno rigogliosi pascoli sui monti d'Israele.

Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare. Oracolo del Signore Dio. Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all'ovile quella smarrita; fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia. Susciterò per loro un pastore che le pascerà, Davide mio servo. Egli le condurrà al pascolo, sarà il loro pastore; io, il Signore, sarò il loro Dio e Davide mio servo sarà principe in mezzo a loro: io, il Signore, ho parlato.

Voi, mie pecore, siete il gregge del mio pascolo e io sono il vostro Dio". Oracolo del Signore Dio.

Parola di Dio.

R/. Rendiamo grazie a Dio.

 

Segue il salmo responsoriale, che si può sostituire anche con il canto “Il Signore è il mio pastore (Sal 22)”

 

Sal 79

R/.      La tua visita, Signore, ci colma di gioia. (anche cantato)

Tu, pastore d’Israele, ascolta,

assiso sui cherubini rifulgi.

Risveglia la tua potenza

e vieni in nostro soccorso. R/.

Dio degli eserciti, volgiti,

guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna,

proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato,

il germoglio che ti sei coltivato. R/.

Sia la tua mano sull’uomo della tua destra,

sul figlio dell’uomo che per te hai reso forte.

Da te più non ci allontaneremo,

ci farai vivere e invocheremo il tuo nome. R/.

Acclamazione al Vangelo

R/. Alleluia, alleluia.

Io sono il buon pastore,

dice il Signore;

conosco le mie pecore

e le mie pecore conoscono me.

R/. Alleluia.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (10, 11-18)

In quel tempo Gesù disse: "Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore. Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde; egli è un mercenario e non gli importa delle pecore.

Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore. E ho altre pecore che non sono di quest'ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio".

Parola del Signore

R/. Lode a te, o Cristo.

Segue l’omelia del celebrante che commenta le letture bibliche e richiama il significato della Visita Pastorale.

 

Canto

Ascolto del Magistero

Tutti rimangono seduti. Un sottofondo musicale introduce la voce della guida:

G.  La missione salvifica della Chiesa nel mondo è attuata non solo dai ministri in virtù del sacramento dell’Ordine, ma anche da tutti i fedeli laici: questi, infatti, in virtù della loro condizione battesimale e della loro specifica vocazione, nella misura a ciascuno propria, partecipano all’ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo. La Visita Pastorale del nostro Vescovo sollecita ogni membro della comunità a sentirci parte attiva dentro la chiesa, in comunione con i nostri pastori, per coltivare una spiritualità di comunione a servizio dei fratelli. Ascoltiamo ora alcuni frammenti del Magistero della Chiesa per farli fruttificare nella nostra comunità.

L. Dal Decreto sui fedeli laici del Concilio Vaticano II

«Come partecipi della missione di Cristo sacerdote, profeta e re, i laici hanno la loro parte attiva nella vita e nell'azione della Chiesa. All'interno delle comunità ecclesiali la loro azione è talmente necessaria che senza di essa lo stesso apostolato dei pastori non può per lo più ottenere il suo pieno effetto (…) La parrocchia offre un luminoso esempio di apostolato comunitario, fondendo insieme tutte le diversità umane che vi si trovano e inserendole nell'universalità della Chiesa. I laici si abituino ad agire nella parrocchia in stretta unione con i loro sacerdoti apportino alla comunità della Chiesa i propri problemi e quelli del mondo, nonché le questioni concernenti la salvezza degli uomini, perché siano esaminati e risolti con il concorso di tutti; diano, secondo le proprie possibilità, il loro contributo a ogni iniziativa apostolica e missionaria della propria famiglia ecclesiale. Coltivino costantemente il senso della diocesi, di cui la parrocchia è come la cellula, pronti sempre, all'invito del loro pastore, ad unire le proprie forze alle iniziative diocesane» (Apostolicam actuositatem, 10)

L. Dalla Novo millennio ineunte di Giovanni Paolo II

«Fare della Chiesa la casa e la scuola della comunione: ecco la grande sfida che ci sta davanti nel millennio che inizia, se vogliamo essere fedeli al disegno di Dio e rispondere anche alle attese profonde del mondo (…) Prima di programmare iniziative concrete occorre promuovere una spiritualità della comunione, facendola emergere come principio educativo in tutti i luoghi dove si plasma l'uomo e il cristiano, dove si educano i ministri dell'altare, i consacrati, gli operatori pastorali, dove si costruiscono le famiglie e le comunità. Spiritualità della comunione significa innanzitutto sguardo del cuore portato sul mistero della Trinità che abita in noi, e la cui luce va colta anche sul volto dei fratelli che ci stanno accanto. Spiritualità della comunione significa inoltre capacità di sentire il fratello di fede nell'unità profonda del Corpo mistico, dunque, come «uno che mi appartiene», per saper condividere le sue gioie e le sue sofferenze, per intuire i suoi desideri e prendersi cura dei suoi bisogni, per offrirgli una vera e profonda amicizia. Spiritualità della comunione è pure capacità di vedere innanzitutto ciò che di positivo c'è nell'altro, per accoglierlo e valorizzarlo come dono di Dio: un «dono per me», oltre che per il fratello che lo ha direttamente ricevuto. Spiritualità della comunione è infine saper «fare spazio» al fratello, portando «i pesi gli uni degli altri» (Gal 6,2) e respingendo le tentazioni egoistiche che continuamente ci insidiano e generano competizione, carrierismo, diffidenza, gelosie. Non ci facciamo illusioni: senza questo cammino spirituale, a ben poco servirebbero gli strumenti esteriori della comunione. Diventerebbero apparati senz'anima, maschere di comunione più che sue vie di espressione e di crescita» (Novo millennio ineunte, 43)

L.  Dall’enciclica Deus caritas est di Benedetto XVI

«Lo Spirito è anche forza che trasforma il cuore della Comunità ecclesiale, affinché sia nel mondo testimone dell'amore del Padre, che vuole fare dell'umanità, nel suo Figlio, un'unica famiglia. Tutta l'attività della Chiesa è espressione di un amore che cerca il bene integrale dell'uomo: cerca la sua evangelizzazione mediante la Parola e i Sacramenti, impresa tante volte eroica nelle sue realizzazioni storiche; e cerca la sua promozione nei vari ambiti della vita e dell'attività umana. Amore è pertanto il servizio che la Chiesa svolge per venire costantemente incontro alle sofferenze e ai bisogni, anche materiali, degli uomini. (…) L'amore del prossimo radicato nell'amore di Dio è quindi anzitutto un compito per ogni singolo fedele, ma è anche un compito per l'intera comunità ecclesiale, e questo a tutti i suoi livelli: dalla comunità locale alla Chiesa particolare fino alla Chiesa universale nella sua globalità. Anche la Chiesa in quanto comunità deve praticare l'amore. (…) L'intima natura della Chiesa si esprime quindi in un triplice compito: annuncio della Parola di Dio, celebrazione dei Sacramenti, servizio della carità. Sono compiti che si presuppongono a vicenda e non possono essere separati l'uno dall'altro.» (Deus caritas est, 19-20,25)

Intercessioni

In piedi

C. Cristo continua ad essere il Buon Pastore che guida, protegge e ammaestra il suo gregge, la Chiesa. Rivolgiamo allo Spirito Santo la nostra preghiera e diciamo:

R/. Santifica, Signore, la tua Chiesa.

L. Spirito Santo, in te siamo stati battezzati per formare un solo corpo: riunisci tutti i credenti nell’unità della tua Chiesa, perché il mondo creda in Gesù, mandato dal Padre, preghiamo

L. Spirito Santo, tu non ti stanchi a suscitare sempre nuove vocazioni per il ministero ordinato: illumina i pastori della Chiesa, perché ispirati da vera carità, conoscano ciascuna delle anime loro affidate e siano pronti a spendersi generosamente per il proprio gregge, preghiamo

L. Spirito Santo, tu sei stato mandato dal Padre nel nome del Figlio: sostieni nella sua missione il nostro Vescovo Domenico, perché egli sia per la nostra comunità una guida sicura come padre, maestro e pastore, preghiamo

L. Spirito Santo, tu distribuisci i doni per il bene della chiesa: fa’ che la diversità dei carismi e dei ministeri renda salda l’unità del Corpo intero e non sia motivo di gelosia o discordia, preghiamo

L. Spirito Santo, tu regni dove trionfa la verità e l’amore, concedi alla nostra comunità parrocchiale di essere sempre in obbediente ascolto della Parola di Dio per educare persone libere e responsabili che sappiano essere testimoni del tuo amore, specialmente a servizio dei più piccoli e indifesi, preghiamo

 

Padre nostro

Orazione conclusiva

C.        Preghiamo.

            Accresci in noi, o Padre, con la potenza del tuo Spirito,

            la disponibilità ad accogliere il germe della tua Parola,

            perché essa fruttifichi in opere di giustizia e di pace

            e ci faccia crescere in comunione fraterna.

            Per Cristo nostro Signore.

R/.       Amen.

Benedizione

C.        Il Signore sia con voi.

R/.       E con il tuo spirito.

C.        Dio onnipotente e misericordioso, che viene a visitare il suo popolo nella pace, vi benedica e vi dia il dono della vera sapienza.

R/.       Amen.

C.        Vi mostri la via della verità e dell’amore, perché possiate essere costruttori instancabili di fraternità e di comunione.

R/.       Amen.

C.        Vi illumini sempre con gli insegnamenti della sua Parola, perché possiate giungere saldi nella fede alla gioia della vita eterna.

R/.       Amen.

C.        E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio X e Spirito Santo, discenda su di voi, e con voi rimanga sempre.

R/.       Amen.

C.        Andate in pace.

R/.       Rendiamo grazie a Dio.

 

Canto finale