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«Il Vescovo, nell'adempiere il dovere di visitare le parrocchie e le comunità della sua diocesi, non dia l'impressione di compiere un dovere puramente amministrativo, ma si faccia chiaramente conoscere dai propri fedeli come annunziatore del Vangelo, dottore, pastore e gran sacerdote del proprio gregge» (CE, n. 1177).
Nel primo giorno della Visita Pastorale il Vescovo, vestito dall’abito corale, viene accolto e salutato solennemente alla porta centrale della chiesa (o eventualmente nella chiesa stessa) dal Parroco e dal popolo di Dio. La sobria solennità con cui viene accolto il Vescovo sia segno dell'amore e della devozione del popolo fedele verso il buon pastore (cf. CE, n. 1179).
Dopo il rito di accoglienza, secondo gli accordi prefissati, segue immediatamente la celebrazione dell’Eucaristia o la liturgia del Vespro o una celebrazione della Parola.
A. Alla porta della chiesa: accoglienza del Vescovo
All’ora convenuta il Parroco e gli altri sacerdoti stabilmente operanti o residenti in parrocchia, accompagnati dai ministranti, si recano alla porta principale della chiesa per ricevere il Vescovo. Il Parroco indossa: camice, stola e piviale bianco (o del colore del giorno); se segue la concelebrazione i concelebranti indossano camice, stola e casula bianca o del colore del giorno, oppure se non concelebrano indossano la veste talare e la cotta (CE, n. 1180).
Alla soglia della porta centrale (o eventualmente nella Chiesa stessa) il Parroco si rivolge ai fedeli, esortandoli ad accogliere con gioia il Vescovo:
P. Fratelli, accogliamo con gioia colui che viene nel nome del Signore; disponiamo la mente e il cuore a Cristo, Buon Pastore, che visita la nostra comunità per mezzo del nostro Vescovo Domenico.
Quindi il Parroco si rivolge al Vescovo dicendo:
P. Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Il Vescovo risponde:
V. Benedetto il Signore Dio d’Israele che ha visitato e redento il suo popolo.
Al Vescovo viene presentato il Crocifisso e dopo averlo baciato dice:
V. Di null’altro ci glorieremo se non della Croce del Signore nostro Gesù Cristo, il cui amore ci spinge al pensiero che egli è morto per tutti.
L’assemblea risponde:
R/. Rendiamo grazie a Dio.
Quindi il Parroco porge al Vescovo l’aspersorio dell’acqua benedetta con cui il Vescovo prima segna se stesso, dicendo:
V. Siano rese grazie a Dio che ci dona la gioia della sua presenza e benediciamolo per ogni beneficio.
Diciamo insieme: Benedetto nei secoli, Signore.
R/. Benedetto nei secoli, Signore.
V. Benedetto sei tu, Signore nostro Dio, che apri gli occhi ai ciechi e liberi i prigionieri.
R/. Benedetto nei secoli, Signore.
V. Benedetto sei tu, Signore nostro Dio, che sollevi gli umili e vesti gli ignudi.
R/. Benedetto nei secoli, Signore.
V. Benedetto sei tu, Signore nostro Dio, che dài vigore a chi è stanco e guidi con la tua parola i passi degli uomini.
R/. Benedetto nei secoli, Signore.
V. Benedetto sei tu, Signore Gesù Cristo, che ci doni il tuo Spirito per essere testimoni in mezzo agli uomini e per annunciare il tuo vangelo di pace.
R/. Benedetto nei secoli, Signore.
Quindi il Vescovo asperge il popolo, procedendo verso il presbiterio. Il Vescovo e i sacerdoti, preceduti dai ministranti che portano la croce baciata dal Vescovo e i candelieri, si avviano verso il presbiterio mentre l’assemblea esegue un festoso canto di accoglienza (CE, n. 1180). Se opportuno, il Vescovo fa una breve sosta di silenziosa adorazione davanti all’altare del SS. Sacramento prima di recarsi nel presbiterio.
B. Davanti al presbiterio: preghiera per il Vescovo
Giunto nel presbiterio insieme ai ministri, il Vescovo, sempre in abito corale, riceve il saluto del Parroco, oppure del Vice-presidente del Consiglio Pastorale. Il Vescovo risponde brevemente al saluto e spiega quali sono le incombenze in occasione della visita (CE, n. 1180).
Quindi il Diacono (o il Parroco) invita l’assemblea a pregare per il Vescovo.
D. (P.) Preghiamo, carissimi, per il nostro Vescovo Domenico: il Signore lo assista sempre con la potenza del suo Spirito, perché edifichi in mezzo a noi la Chiesa di Cristo. In questi giorni di Visita Pastorale, con la sua parola, con l’esempio e con l’autorità che egli ha ricevuto nell’ordinazione episcopale, ci edifichi nella verità e nella santità.
Il Vescovo, fatta la debita riverenza, si inginocchia davanti all’altare. Dopo qualche istanza di silenziosa preghiera il Parroco recita la seguente colletta:
P. O Dio, pastore eterno, che edifichi la Chiesa con la multiforme ricchezza dei tuoi doni, e la governi con la forza del tuo amore, concedi al tuo servo, il Vescovo Domenico, che hai posto a capo della Chiesa di Nardò-Gallipoli, di presiederla in nome di Cristo come maestro, sacerdote e pastore.
Per Cristo nostro Signore.
R/. Amen.
C. Celebrazione della Messa (o del Vespro o di una celebrazione della Parola)
Il Vescovo si reca quindi in sagrestia e indossa le sacre vesti per la celebrazione della Messa mentre l’assemblea esegue il canto di inizio. Se il rito di accoglienza è seguito dal Vespro o da una celebrazione della Parola si esegue un canto adatto o un sottofondo meditativo.
Se è previsto si incensa l’altare; nella celebrazione eucaristica la professione di fede si farà secondo la formula battesimale.
Quando le rubriche liturgiche lo permettono si può usare per la Messa il formulario “Per la Chiesa locale”, così ad esempio nelle domeniche durante l’anno. In questo caso si possono utilizzare le seguenti letture, sempre però dopo previo accordo con il Vescovo:
Nell’omelia il Vescovo commenta le letture e approfondisce il significato della Visita Pastorale.
Nella preghiera dei fedeli (o nelle intercessioni del Vespro) si inserisca opportunamente qualche intenzione per il Vescovo e per la Chiesa locale.
Se vi è la recita dei Vespri, conviene scegliere una lettura più completa. Nel tempo durante l’anno si può scegliere una lettura adatta alla circostanza (ad esclusione ovviamente di un brano evangelico): vedi le letture suggerite nelle note introduttive allo schema per la Celebrazione della Parola. Nei tempi forti di Avvento, Quaresima e Pasqua si può utilizzare la prima lettura del giorno.
Per l’eventuale celebrazione della Parola si veda lo schema in questo libretto.