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Il
monastero di Santa Chiara (Nardò - Lecce)
Comunità delle Sorelle Povere di Santa Chiara (Clarisse)

"Francesco
e Chiara. Due nomi, due vocazioni, che evocano i valori evangelici della
carità, della povertà, della purezza,
dell'amicizia spirituale, della preghiera e della pace"
Giovanni Paolo II

La
nostra storia
La Chiesa
La comunità
Il nostro carisma
Il nostro vivere quotidiano
Se vuoi contattarci
San Francesco e Santa Chiara

La
nostra storia (Torna all'indice)
La
fondazione del monastero delle Clarisse di Nardò, il più
antico dell'Italia Meridionale, secondo la tradizione risale intorno al
1256, solo tre anni dopo la morte di S. Chiara, sotto il pontificato di
Papa Gregorio IX. Fu Tommaso Gentile, conte di Nardò, ad aprire
le porte della città per ricevere le prime monache provenienti
da S. Damiano, a cui si unirono subito molte giovani di nobili casati,
le quali, spinte dall'amore verso madonna Povertà, abbracciarono
la forma di vita di Francesco e Chiara d'Assisi.
Ormai insufficiente per il gran numero di vocazioni, il monastero fu ampliato
nel XV secolo ad opera dei vescovi Luigi e Girolamo De Franchis e nel
XVIII secolo l'Abbadessa Sr. Agnese Acquaviva di Aragona completò
l'opera con la costruzione dell'attuale chiesa.
La
Chiesa (Torna all'indice)
La
sobria intelaiatura della facciata presenta alcuni richiami classicistici
(nicchie, cornici modanate, frontone semicircolare) di un barocco moderato.
La pianta è a forma quadrilatera: sul frontone semicircolare
dell'abside domina la tela con le stigmate di S. Francesco, a destra
quella della Madonna delle rose, opera del Solimena. Gli altari laterali
sono dedicati a S.Chiara, all'Immacolata, a S. Antonio da Padova, a
S. Francesco Saverio, al SS. Crocifisso e al Tobiolo.
All'interno, gli ambienti, che ospitano il coro, 1'oratorio, le celle
e l'infermeria, si presentano ben ristrutturati e ammodernati. Chiostri
silenziosi e ameni giardini con ampi spazi verdi consentono alla comunità
monastica di vivere una regolare vita contemplativa scandita da preghiera
e lavoro, nell'armonia del corpo e dello spirito, in santa unità
fraterna e altissima povertà.
La
comunità (Torna all'indice)
La
nostra comunità è attualmente costituita da 14 sorelle,
di cui 12 professe, una novizia e una probanda. La Madre Abbadessa è
Suor Francesca Migliaccio. Suor Pacifica Antico è la Madre Maestra
e cura la formazione. Sull'esempio di S. Francesco e S. Chiara, il nostro
stile di vita evangelico è caratterizzato dalla fraternità,
dalla letizia e dalla povertà, nella comunione degli intenti
e dell'offerta. La nostra giornata è ritmata dalla preghiera,
in cui confluiscono in un'unica voce di lode e d'intercessione al Padre
delle misericordie le ansie, i dolori, gli aneliti e le speranze di
tutti gli uomini.
Il
nostro carisma (Torna all'indice)
L'ordine
delle Sorelle Povere di S. Chiara comprende "quel piccolo gregge"
che il Padre delle Misericordie ha generato nella Chiesa per seguire,
mediante la parola e l'esempio di Francesco, la povertà e l'umiltà
del Suo Figlio diletto e della Vergine Madre, vivendo, secondo l'insegnamento
del Vangelo, in santa unità fraterna e altissima povertà,
nel ritiro contemplativo della clausura.
L'esperienza contemplativa di Francesco e di Chiara nasce dalla stupita
scoperta dell'amore gratuito di Dio, fatto carne in Cristo Gesù,
fattosi povero perché noi diventassimo ricchi della sua grazia
e compartecipi della sua vita divina.
Nell'umile e gioiosa riconoscenza per l'immensità di un tale
dono, essi si sono aperti all'azione dello Spirito del Signore, che
ha fatto dei loro cuori una dimora ed una tenda del Dio trino.
Effondendo ogni energia della mente e del cuore, ogni affetto e l'ardente
desiderio di lasciarsi amare, sono stati fatti, come Maria, umile accoglienza
del Figlio di Dio e sua radiosa Presenza, divenendo cos', come Lei,
in forza dello stesso Spirito, "sposi, fratelli e madri del Signore
nostro Gesù Cristo".
Seguendo Gesù Cristo, via, verità e vita, Francesco e
Chiara, "contenti di possedere Dio solo", nulla desiderarono,
nulla vollero, in nulla trovarono piacere e diletto "se non nel
Creatore e Redentore e Salvatore nostro, solo vero Dio, che è
pienezza di bene, ogni bene, tutto il bene, il vero e sommo bene".
La stessa comunione di vita, che ci fa uno col Padre nel Figlio "che
ha assunto la nostra fragile umanità", ci lega, come corpo
unico, con i fratelli che non da sangue né da volontà
di carne ma da Dio sono nati. È lo Spirito che genera, alimenta
e vivifica la fraternità, che è elemento essenziale della
nostra forma di vita di Sorelle Povere.
E "amandoci a vicenda nell'amore di Cristo" e "conservando
reciprocamente l'unità della scambievole carità, che è
il vincolo della perfezione", ripetiamo l'esperienza della primitiva
fraternità francescana, dove tutti "si amavano con amore
profondo e si servivano, procurandosi l'un l'altro il nutrimento",
con l'amore e la tenerezza di una madre verso il proprio figlio.
E così, lietamente, camminiamo verso la comunione della beatitudine
senza fine.
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nostro vivere quotidiano (Torna all'indice)
La nostra giornata
è ritmata dalla preghiera, dal lavoro, dal silenzio e dalla gioiosa
condivisione. Se vuoi puoi unirti sempre alla nostra preghiera, noi
stiamo già pregando anche per Te.
Ore 5, 30 Levata
Ore 6,00 Meditazione - Coro
Ore 6,45 Corona Francescana
Ore 7,15 Lodi e S. Messa - Ora Terza - Colazione - Lavoro
Ore 11,45 Ora Sesta
Ore 12,15 Pranzo - Ricreazione - Silenzio assoluto
Ore 14,30 Ora Nona - Lettura Spirituale - Lavoro
Ore 17,15 Vespri - Meditazione
Ore 18, 30 Cena - Ricreazione
Ore 20,00 Compieta - Riposo
Ore 00,45 Ufficio Notturno - Riposo
Ogni primo Venerdì
del mese viviamo l'Adorazione Eucaristica Continua.
Se
vuoi contattarci (Torna all'indice)
Per chi volesse
conoscerci, condividere momenti di preghiera o fare un'esperienza della
nostra vita comunitaria, può scriverci o venire ad incontrarci:
San
Francesco e Santa Chiara (Torna all'indice)
1182
Francesco d'Assisi nasce in una famiglia di ricchi mercanti.
1193
In una nobile famiglia nasce Chiara d'Assisi
1206
Francesco ripara la chiesa di S. Damiano. Chiede le pietre in elemosina
e "in un trasporto di grande letizia, illuminato dallo Spirito
Santo" profetizza che il luogo diverrà dimora di Chiara
e delle Sorelle.
1212
Nella notte seguente la domenica delle palme, Francesco accoglie Chiara
alla Porziuncola e davanti all'altare della Madonna degli Angeli la
consacra al Signore. Pochi giorni dopo la sorella Agnese raggiunge Chiara,
decisa anche lei a donarsi a Dio.
1215
Chiara ottiene da Innocenzo III il Privilegio di vivere in altissima
povertà insieme alle sue Sorelle. Nel 1228 solleciterà
ed otterrà di nuovo questo Privilegio da papa Gregorio IX.
1224
Inizia la lunga infermità di Chiara.
1225
Francesco, ormai stigmatizzato e con gli occhi gravemente ammalati,
dimora un po' di tempo in S. Damiano e vi compone il Cantico delle Creature.
1226
La sera del 3 ottobre Francesco si spegne alla Porziuncola. Il giorno
seguente il corpo esangue viene portato in Assisi e il corteo sosta
a S. Damiano. Chiara e le Sorelle venerano commosse il serafico Padre,
"sostegno e unica consolazione dopo Dio".
1229
Beatrice, l'altra sorella di Chiara, entra in S. Damiano. Sappiamo che
anche la madre. madonna Ortolana, raggiunge le figlie nel chiostro.
1240
Assalto dei Saraceni a S. Damiano: sono messi in fuga dalla fiduciosa
preghiera di Chiara a Gesù Eucaristia.
L'anno seguente, di nuovo Chiara si fa mediatrice di salvezza con le
sue sorelle e con la forza della preghiera ottiene la liberazione della
città assediata.
1253
Il 9 agosto papa Innocenzo IV approva la Regola scritta da S. Chiara.
Il giorno seguente la Santa. ormai in fin di vita, ha la gioia di riceverla
tra le sue mani. L'11 agosto varca le soglie della beata eternità.
1255
Chiara è proclamata santa da papa Alessandro IV
Alla morte di Chiara i monasteri di sorelle povere sono numerosi e diffusi
anche oltre le Alpi. La discepola più famosa è S. Agnese
di Praga. A lei la Madre S. Chiara inviò alcune lettere che sono
una fonte preziosa per conoscere la spiritualità della nostra
Santa.
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