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storiche (Torna all'indice)
Il
Monastero delle Carmelitane Scalze di Matino è stato eretto giuridicamente
il 25 novembre 1951, per la generosità e la devozione della gentildonna
Giorgina Sergio e con la collaborazione di tutta la sua famiglia, in
particolare della mamma, Agata Casto e del fratello Serafino.
Giorgina Sergio nasce a Matino il 16 giugno 1910 da Tommaso e Agata
Casto. Di famiglia più che agiata, è conosciuta e amata
a Matino per la sua carità proverbiale che le meriterà
il titolo di “Angelo del paese”.
Fin da giovinetta aveva nutrito il desiderio di una consacrazione radicale
al Signore che non aveva potuto realizzare a motivo della sua salute
molto precaria, fino a che, dietro suggerimento della Madre Carmela,
Priora del Monastero di S. Simone, decise di fondarne uno al suo paese
con la sua porzione di eredità.
Arrivarono finalmente i permessi dall’Ordine e dalla Santa Sede, ma
una serie di lutti e di disgrazie nella famiglia Sergio ritardarono
e resero molto difficile la realizzazione della fondazione.
Fu, poi, con l’aiuto della popolazione che si poté terminare
il Monastero nelle sue parti essenziali ed erigerlo canonicamente il
25 novembre 1951.
Fu un giorno di grande tripudio per la città di Matino, che accolse
con grandissima gioia le tre Fondatrici provenienti dal Monastero di
Gallipoli:
Suor Giovanna Cirillo, Priora, suor Anna Ventura, Sottopriora, e suor
M. Celeste Paolo, Maestra delle novizie.
Faceva in quel giorno il suo ingresso ufficiale in Matino il nuovo Vescovo
Corrado Ursi, che, come i suoi successori, avrà sempre una speciale
predilezione per questo piccolo e umile Monastero tanto amato dal popolo
matinese.
Solo
dopo pochi giorni anche Giorgina entrò in clausura, prendendo
il nome di Suor Carmela del Sacro Cuore.
Aveva 41 anni.
Condurrà, fino alla morte, avvenuta il 14 aprile 1971, una vita
perfettamente umile e nascosta, tutta dedita alla preghiera e alla carità
fraterna.
Le sue virtù eroiche esercitate prima e dopo la sua consacrazione
religiosa, fanno pensare seriamente ad un cammino di santità
che, senza dubbio, potrebbe essere un valido punto di riferimento per
i cristiani di oggi.
Il Monastero delle Carmelitane Scalze di Matino ha due caratteristiche
fondamentali dalle quali non si può prescindere:
1- la testimonianza della potenza di Gesù Bambino di Praga
2- il frutto della pietà del popolo matinese.
C’è, infatti, un legame strettissimo tra il popolo e il Monastero:
è come se fossero cresciuti insieme, condividendo avvenimenti
e difficoltà per oltre 50
anni, ma c’è anche un fortissimo legame con la devozione a Gesù
Bambino di Praga.
Questa devozione, prettamente carmelitana, era entrata in casa della
Fondatrice quando essa era ancora giovinetta e dalla sua casa si era
diffusa tra amici e conoscenti: fu quindi del tutto normale che essa
passasse al nuovo Carmelo.
La statua in cartapesta di Gesù Bambino, che fece il suo ingresso
in monastero insieme a Giorgina, troneggia sull’abside della chiesa
delle Carmelitane come titolare.
Innumerevoli sono gli interventi che Egli ha operato nella storia di
questo Monastero.
La
Chiesa (Torna all'indice)
La
Chiesa delle Carmelitane Scalze di Matino è dedicata a Gesù
Bambino di Praga. È in stile neo - romanico e di forme slanciate.
Completamente in carparo a vista, è stata realizzata a navata
unica con otto archi laterali policentrici poggiati su pilastri. L’ingresso
è preceduto da una gradinata che conduce sul sagrato. Qui si
apre il portale lunato, inserito in un protiro con colonne.
Nella lunetta è collocato il mosaico che rappresenta Gesù
Bambino di Praga. Al di sopra del protiro si apre il rosone. La facciata,
a capanna, è conclusa da arcatelle cieche, con cornice a coronamento.
Di sotto le arcate interne sono collocate delle tele dipinte ad olio,
arcuate nella parte superiore, il cui profilo è rilevato da una
sottile cornice dorata e da una più estesa in stucco, opera del
pittore Lorenzo Mongelli
di Bari. (a: figg. tela 8 - 9 - 10)
Sui capitelli s’impostano le “appese” delle volte leccesi che coprono
le navate. Sono volte d’ottima fattura in conci di calcarenite.
La pavimentazione del presbiterio, in marmo “Golden Europa”, è
impreziosita dalla rappresentazione stilizzata dello stemma carmelitano
in rame, cesellato a mano.
L’altare e l’ambone, entrambe in marmo bianco come la sede presidenziale,
sono segnati in basso da una fascia in rame cesellata a mano con motivi
a racemi, decorazione che, usata nell’ara pacis romana, fu spesso riproposta
nelle chiese medioevali.
Il nuovo tabernacolo ha un basamento slanciato in pietra leccese, che
sorregge una grande ostia bianca nella quale sono inserite tre stelle
in rame e la porticina in argento. Dietro l’ostia sono inseriti i tre
bracci della croce in tondino di rame martellinato a mano. Il tutto
adombra ancora lo stemma del Carmelo.
A sinistra del tabernacolo un grappolo d’uva fa da supporto alla lampada
del Santissimo e, a destra, come al lato opposto dell’altare, due colonne
con svasatura centrale e scanalature a panetto che terminano in spighe
di grano, fanno da sostegno al portafiori. Il tutto è in pietra
leccese.
Un finto drappo decora il presbiterio, mettendo in risalto il tempietto
di marmo prezioso con la statua in cartapesta di Gesù Bambino
di Praga.
Accanto all’altare una croce astile in ciliegio come i sedili della
sede presidenziale, riprende il motivo svasato del tabernacolo. Una
spirale di fiori in rame cesellato a mano avvolge la parte basamentale
della croce fin quasi a raggiungere il Cristo morente. La croce è
alta m. 1,60 ed è interamente martellinata a mano.
Questa bella chiesa, anche se piccola e profumata di semplicità,
è un segno della fede viva dei devoti di Gesù Bambino,
perché è stata costruita, pietra su pietra, con le loro
offerte. Anche per la ristrutturazione del presbiterio i benefattori
hanno un posto predominante. Non a caso, la consacrazione del nuovo
altare è avvenuta nel giorno della festa di Gesù Bambino
di Praga, il 16 gennaio 2000.
Il 25 novembre 2001 si è celebrato il 50° di Fondazione del
Monastero, si è benedetta una statua di Gesù Bambino di
Praga che è stata portata in pellegrinaggio nelle famiglie, tra
gli ammalati e tra gli anziani.
Il
Carisma Teresiano (Torna all'indice)
Il
Carmelo Teresiano nasce dal cuore ardente di una donna follemente innamorata
di Cristo Gesù. Una donna spagnola del 1500, Teresa d’Avila,
che, a denti stretti, accetta la situazione di inferiorità che
la società civile di quel tempo e la stessa Chiesa impongono
alla donna senza possibilità di scelta.
Il mondo è in fiamme, i Luterani incendiano le chiese, le anime
nel nuovo mondo si perdono per mancanza di missionari e lei non può
far niente per ovviare a questa situazione solo perché è
una donna. Troverà bene il modo di soddisfare l’ardente desiderio
che la consuma e donerà alla Chiesa che tanto ama, una schiera
di donne fedelissime a Cristo che si assumeranno l’impegno di pregare
per la santificazione dei sacerdoti, i capitani dell’esercito di Cristo,
per i predicatori specialmente, così potranno, indirettamente
salvare un gran numero di anime.
Come, queste donne, otterranno tutto questo?
Giorno dopo giorno cercheranno di coltivare un’amicizia sempre più
intima con l’Uomo- Dio, si renderanno degne della sua fiducia vivendo
solo per Lui e per i suoi progetti, consoleranno il suo Cuore con il
loro amore appassionato, abbandoneranno il mondo e i suoi falsi miraggi
per portare nel loro cuore le ansie profonde della Chiesa e di tutti
gli uomini e si faranno intercessori presso il Padre per loro.
Sarà l’orazione, ossia la preghiera personale, il colloquio intimo,
filiale e sponsale che indicherà loro il ‘Cammino’ per coltivare
quest’amicizia con il Signore; sarà la contemplazione del grande
amore del Padre per le sue creature nei misteri del Cristo appassionato
e dolente a dare la chiave che permetterà loro di attingere dal
Cuore di Dio tutte le grazie necessarie per la Chiesa e per il mondo
intero.
L’orazione teresiana è, nel pensiero della grande Santa, un cammino
di fede che diventa strada di luce per i fratelli.
Cosa potrà negare l’Amico alle sue fedeli amiche e lo Sposo alle
sue amate spose?. Esse otterranno tutto ciò che chiederanno,
perché certamente avranno a cuore solo la gloria di Dio e l’avvento
del suo Regno in tutti i cuori.
La presenza di un Monastero di clausura in un paese è il segno
della maturità della fede dei suoi cittadini e se il Monastero
è Carmelitano e prospera, diventa segno specifico della sua vitalità
religiosa, poiché esso vive espressamente per la santificazione
dei sacerdoti.
Questo è il nostro carisma vissuto nella semplicità della
vita e dei rapporti fraterni, puntualizzato dai momenti di preghiera
comunitaria.
La
nostra giornata di preghiera (Torna all'indice)

Ore
6,00 meditazione
“ 7,10 celebrazione delle LODI
“ 7,30 “ della S. MESSA
“ 8,00 “ dell’ora TERZA
“ 11,30 “ dell’ora SESTA
“ 14,30 “ dell’ora NONA e lettura spirituale
“ 17,00-18,15 “ dei VESPRI E MEDITAZIONE
“ 20,00 “ di COMPIETA
“ 21,00 “ DELL’UFFICIO DELLE LETTURE
Se vuoi, puoi venire a pregare
con noi.
La nostra chiesa è aperta dalle ore 6,00 alle ore 8,00 e dalle
ore 17,00 alle 18,15
La
Comunità (Torna all'indice)
Attualmente
la Comunità è formata da sette monache. La Priora è
suor M. Giuseppina Impiombato Andreani e la Vicaria Suor Franca Rosa
Cananà.
Svolgiamo lavori di pittura su stoffa e di uncinetto su richiesta, confezioniamo
vestine di battesimo, scapolari della Madonna del Carmine e corone del
rosario.
Ci adoperiamo per diffondere la devozione a Gesù Bambino di Praga
e, a questo scopo, celebriamo solennemente la sua festa come titolare
della nostra chiesa, la seconda domenica del tempo ordinario. Da due
anni, per questa circostanza, abbiamo indetto un Concorso a premi per
i bambini delle Scuole Materne ed Elementari di Matino, sul tema : ‘Gesù
Bambino….da Praga a Matino’
Il
25 di ogni mese abbiamo una giornata di adorazione eucaristica in onore
di Gesù Bambino di Praga: dalle ore 6,00 la chiesa rimane aperta
per tutta la giornata. Si conclude alle 18,00 con la celebrazione della
S. Messa e con la benedizione dei bambini presenti.
Viviamo la nostra vocazione con fraterna semplicità, dando il
primato all’attuazione del Carisma teresiano, volto all’attenzione di
una vita di Amicizia con Dio e con le persone.
Questo tipo di vita ci rende pienamente realizzate come donne, perché
la dimensione sponsale e quella materna si esprimono al meglio in tutta
la loro pienezza.
Se qualcuno vuole incontrarsi con noi, siamo disponibili all’accoglienza
nelle ore libere dalla preghiera comunitaria, come sopra indicato.
Siamo disposte ad accogliere nella nostra foresteria giovani per uno
o due giorni di ritiro e per condividere momenti di preghiera con la
Comunità.
Una
testimonianza (Torna all'indice)
Sono nata in una famiglia di modesta
estrazione sociale, ma ricca di fede che poteva dire, come amava ripetere
il papà di S. Teresina: “Dio è il primo servito in casa
nostra.”
Effettivamente i miei genitori sono riusciti a inculcare ai loro sette
figli, una religiosità senza debolezze e un amore alla vita che
ci ha aiutati a valorizzarla al massimo.
Mia madre amava l’Eucaristia e la Madonna in un modo straordinario e
ci comunicava quest’amore senza parlare: bastava vederla pregare per
desiderare di imitarla.
In quest’ambiente ricco di valori umani e religiosi, crescevo riflettendo
sul senso della vita e sentendo nascere in me il desiderio di farne
un dono grande a Qualcuno che lo meritasse.
Per quanto mi sforzassi di cercare questo Qualcuno, tra le creature
non riuscivo a trovarlo, per il semplice fatto che mi sentivo in cuore
un amore troppo grande e i cuori degli uomini mi sembravano tanto piccoli
al confronto, da farmi pensare che esso potesse andare sprecato se lo
avessi affidato a qualcuno di loro. Nonostante queste mie riflessioni,
non mi privavo di compiacermi della mia bellezza fisica e di soddisfare
il mio gusto dell’eleganza e delle piccole vanità femminili proprie
dell’adolescenza.
Ma, un giorno, mentre mi affaticavo nelle faccende domestiche e pensavo
al mio possibile futuro, incrociai lo sguardo con quello del Cuore di
Gesù, il quadro che stavo spolverando.
Rimasi con la mano sospesa e il cuore in tumulto. Che cosa mi disse
interiormente non saprei ridirlo, so solo che da quel momento il mio
cuore si sentì pienamente appagato e sicuro di aver trovato quel
‘Qualcuno’ cui potersi donare con tutta la potenza del suo amore. Un
dono radicale e totale come il suo e mio cuore esigevano: la clausura.
Avevo solo 13 anni. Cullai e mi godetti il mio sogno affascinante per
due anni, poi ne parlai a mia madre, sicura di trovare accondiscendenza,
ma con mia grande sorpresa ella mi distolse e fu categorica nel negarmi
il suo consenso per la clausura, adducendo come motivo la mia giovanissima
età.
Mi dirottò, in un certo modo, verso la vita attiva e a 17 anni
entrai tra le suore Salesiane dei S.S. Cuori di Filippo Smaldone.
Pur sentendo chiaramente che non era quello il mio pasto, perseverai
nell’Istituto per nove anni, ma giunto il tempo dei voti perpetui chiesi
di entrare in Carmelo e i miei superiori mi concessero con dolore il
passaggio.
Spesso, all’inizio della mia vita claustrale, mi chiedevo perché
il Signore mi avesse fatto fare un giro così lungo prima di farmi
approdare alla montagna del Carmelo, ma poi mi sono accorta di quanto
preziosa e non solo formativa sia stata la mia tappa tra le Salesiane,
Era come se ci fosse quasi una vocazione nella vocazione: portare nel
cuore i bisogni e le difficoltà del mio caro Istituto, venire
a contatto diretto con i problemi delle famiglie, dei poveri attraverso
il servizio nella scuola materna e nel contatto con i giovani. Vedere
con i miei occhi e il mio cuore di innamorata di Dio le necessità
dei fratelli e di quelli che sono nel mondo, ma non sono del mondo.
Era tutto un progetto di Dio su di me per una vita claustrale più
generosa e consapevole dei miei impegni nei confronti della Chiesa tutta.
La vita claustrale mi appaga pienamente. Sento con gioia immensa di
essere la piccola radice pilifera che nessuno vede e apprezza, ma che
in silenzio e nel più grande nascondimento apporta la sua porzione
di linfa vitale alla Chiesa tutta e al mondo intero, senza limiti di
confini o di nazionalità. Quale vocazione più grande di
questa? Essere, come diceva S. Teresa di Gesù Bambino, per la
mia unione con Gesù, l’apostolo degli apostoli, far passare,
ogni giorno la mia vita in quella di Dio, per rendermi degna di essere
ascoltata ed esaudita nella mia preghiera di intercessione a favore
di tutti i fratelli.
Sulla scia dei santi del Carmelo, salire la santa montagna dell’unione
con Dio, per essere testimone del suo amore e dei suoi progetti di amore
per tutte le sue creature. Ecco la mia ambizione, che giorno dopo giorno
cerco di realizzare, abbandonandomi fiduciosamente nelle mani del più
amabile di tutti i Padri e il più dolce di tutti gli sposi.
Non abbiate paura di donarvi al Signore: in Lui solo c’è sicurezza
e felicità perché è l’Amore unico, completo ed
eterno: Con il suo Amore ci fa felici sulla terra e ci prepara una felicità
ancora più grande in Cielo. Beato chi ha orecchi per intendere!
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Sono nata in una famiglia di modesta
estrazione sociale, ma ricca di fede che poteva dire, come amava ripetere
il papà di S. Teresina: “Dio è il primo servito in casa
nostra.”
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Priora sr. M. Giuseppina IMPIOMBATO
ANDREANI
Vicaria s.r Franca Rosa CANANA'
Via Giorgina Sergio, 1
73046 MATINO (LE)
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