Comunità Religiose Femminili:

Monastero di S. Teresa di G.B.

IL MONASTERO DELLE CARMELITANE SCALZE DI SAN SIMONE

"L'amore racchiude tutte le vocazioni,
l'amore è tutto,
abbraccia tutti i tempi e tutti i luoghi.
Nel cuore della Chiesa, mia Madre,
sarò l'amore
"

S. Teresa di Gesù Bambino

Il Carmelo è una scelta di vita, segno e messaggio di una presenza aperta
sull'infinito di Dio, scelta radicale, vita di amore.

Il Monastero si presenta
La fondatrice: Madre Carmela del Cuore di Gesù
La piccola via di S. Teresa di Gesù Bambino
Il Carisma Carmelitano
Clausura: perché ?
Briciole di spiritualità carmelitana
Se vuoi incontrarci

Il Monastero si presenta (Torna all'indice)

È un particolare dono l'ambiente naturale che fa da cornice al Monastero, dedicato a S. Teresa di Gesù Bambino.

Posto su una collina, è un forte richiamo: luogo di silenzio, di pace, di grazia dove le carmelitane vivono nella gioia la consacrazione a Dio per la Chiesa e il mondo secondo lo stile di S. Teresa di Gesù.

"Portando nel cuore le sofferenze e le ansie di quanti ricorrono al loro aiuto e di tutti gli uomini, sono profondamente solidali con le vicende della Chiesa e dell'uomo di oggi; collaborano spiritualmente alla edificazione del Regno di Cristo perché "Dio sia tutto in tutti"" (VS. l,8).

Nel Monastero si cerca Dio più liberamente si vive non solo per Lui e con Lui, ma anche di Lui solo perché "Tutto è orientato alla ricerca del volto di Dio, tutto è ricondotto all'essenziale, è importante solo ciò che avvicina a Lui" (VS. 1,5).

Il suono della campana che riecheggia nell'aria, dalle prime luci del giorno alla tarda sera, invita le monache ad un appuntamento con l'Amato.

Un coro di voci oranti s'elevano per lodare, ringraziare, supplicare, adorare e così, avvolgendo il mondo di preghiera, le Carmelitane "Vivono ed esprimono il mistero pasquale di Cristo in un itinerario di continua ascensione verso la dimora del Padre" (VS. 1,3).

LA FONDATRICE: Madre Carmela di Gesù (Torna all'indice)

Madre Carmela del Cuore di Gesù, al secolo Alda Piccinno, nacque a Gallipoli il 7 marzo 1872 da Emilio e Maria Fiorito.
Ricca di doni di natura e di grazia, manifestò, fin dalla prima infanzia, una tenera devozione per la Madonna che, apparendole, la invitò a vestire il suo abito e più tardi la guarì da un grave male.
Amava il silenzio e la preghiera. Contemplando un'immagine di Gesù morto coperto di ferite, decise di rinunciare per sempre agli ornamenti e nacque in lei il desiderio di consacrarsi a Dio.
A ventun anni, il 28 ottobre 1892, entrò nel Carmelo di Gallipoli e portò una ventata di resurrezione in quella Comunità ridotta a poche monache. Prese il nome di Sr. M. Carmela del Cuore di Gesù e, dopo un fervido noviziato, il 27 luglio 1896 si consacrò per sempre al Signore. Fu eletta Priora a 28 anni e si prodigò, con generosità e premura, a risollevare le condizioni economiche della Comunità.
Malgrado i suoi sforzi l'indigenza giunse ad un grado estremo, finché il Signore le inviò un soccorso insperato tramite S. Teresa di G. B., allora Serva di Dio. Apparendole, le lasciava la somma per pagare il debito ed un messaggio: "La mia via è sicura, non mi sono ingannata seguendola".
Superato il periodo di difficoltà, Madre Carmela, incoraggiata e sostenuta dalla Celeste Confidente, si confermò nel desiderio di realizzare una nuova Fondazione che, dopo anni di prove e sacrifici, si realizzò in San Simone.
Il 29 maggio 1931 le religiose fecero ingresso nel Monastero e il 17 maggio 1938 venne consacrata la Chiesa. Madre Carmela guidò la comunità per diversi anni. Morì l'8 giugno1955.

LA PICCOLA VIA DI SANTA TERESA DI LISIEUX (Torna all'indice)

"La mia via è sicura" furono le ultime parole che S. Teresa di Gesù Bambino pronunziò, rivolgendosi a Madre Carmela del Cuore di Gesù, la notte del 6 gennaio 1910 nel Monastero di Gallipoli. La Santa si riferiva alla "Piccola via" dell'infanzia spirituale sperimentata nella sua breve esistenza nel Carmelo di Lisieux.
In Che cosa consiste la "piccola via"? Ecco come si esprime la Santa:

­ È il cammino della fiducia e dell'abbandono totale.
­ È riconoscere il proprio nulla, sperare tutto da Dio misericordioso come un bambino attende tutto da suo padre.
­ Non attribuire a noi stessi le virtù che pratichiamo, non crederci capaci di nulla, ma riconoscere che Dio misericordioso pone il tesoro della virtù in mano al suo piccolo, perché questi se ne serva quando ne ha bisogno, ma il tesoro è sempre di Dio.
­ È gettare a Gesù i fiori dei piccoli sacrifici, prenderlo con le carezze.
­ Infine, è non perdersi d'animo per le proprie mancanze.

IL CARISMA CARMELITANO (Torna all'indice)

Le Carmelitane Scalze affondano le radici in un antico Ordine della Chiesa, quello della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che ha origine alla fine del XII secolo in Terra Santa.
Là, sulle pendici del Monte Carmelo, si stabilì un gruppo di eremiti che si ispiravano al profeta Elia e alla Vergine Maria per dedicarsi alla preghiera e alla Contemplazione.
Col passare degli anni l'ideale si affievolì e si ottenne la mitigazione alla Regola.
S. Teresa di Gesù volle riportare l'ordine alla purezza delle origini: fondò in Avila, il 24 agosto 1562, un piccolo monastero dove stabilire una vita di perfezione e di continua orazione in stretta clausura.
La Riforma Teresiana si estendeva ai padri dopo l'incontro della Santa con S. Giovanni della Croce. La vita dei Carmeli, oggi, è il frutto della nuova ispirazione che lo Spirito suscitò in S. Teresa e che ha trasmesso nei secoli alle nuove generazioni per l'ideale di amore totale a Dio e alla sua chiesa.

L'essenza della vita Carmelitana è:

­ ricerca assidua dell'incontro con Dio e dell'esperienza della sua presenza;
­ amicizia con Cristo, vita di orazione nel silenzio e nella solitudine;
­ intimità con Maria, Madre e Maestra di conformazione a Cristo;
­ vita apostolica con la preghiera e il sacrificio per contribuire al rinnovamento interiore della Chiesa e alla espansione missionaria;
­ vita fraterna e laboriosa ad imitazione della famiglia di Nazareth.

Clausura: perché ? Un messaggio per Te (Torna all'indice)

Carissima,
a te giovane in ricerca vocazionale,
­ che hai desideri d'infinito,
­ che cerchi una guida nel cammino di fede,
­ che hai bisogno di luce per scegliere la tua strada, come risposta alla chiamata del Signore,
voglio comunicare la mia esperienza vissuta nella preghiera per capire la mia vocazione.
Un mattino d'estate, mentre ero seduta in riva al mare, meditavo sul senso da dare alla mia vita. Da un certo tempo sentivo dentro di me il desiderio di realizzare un ideale ancora non ben definito; voler; essere "dono" per la chiesa, per il mondo.
Immersa nei miei pensieri, restai per qualche tempo a contemplare quel mare calmo che mi dava pace; quand'ecco nel cielo vidi un gabbiano volare libero sul mare. Muoveva le ali, sembrava godere l'ebbrezza del volo; sfiorava l'acqua, risaliva, prendeva il volo in alto, guardava l'immensa distesa e andava, sicuro verso il sole, fonte di vita e di calore. Si lasciava illuminare, riscaldare.
Sicurezza, meraviglia, giocosità. Ecco, in alto, sempre più in alto volava, le ali vibrava con ritmo uguale, poi si lasciava trasportare dal vento che spirava lieve. Il gabbiano sembrava godere della sua libertà, non temeva il viaggio, l'avventura, era felice di volare.
Le onde spumeggiavano, sembravano partecipare alla sua gioia, come inno alla vita, all'amore. Pensai: vivere è donare la vita, amare, servire i fratelli con gioia. Sentii nell'intimo tanta gioia, entusiasmo per tutto ciò che è bello, limpido, trasparente, semplice.
Esclamai: "Vola gabbiano, non ti fermare, va' verso il cielo, nutriti d'immenso, di silenzio, di ascolto, di musica e ... comunica la tua felicità perchè sei vivo, forte, sicuro. È bello il tuo volo, va' gabbiano, non ti fermare!"
Restai ancora a guardare il gabbiano che, con eleganza, si allontanava verso il cielo. Provai un'intima gioia perchè anch'io, come il gabbiano, volevo innalzare la mia vita che ancora non aveva uno scopo ben preciso. Volevo imitare il gabbiano che si nutriva d'immenso, di solitudine, di silenzio. Avevo finalmente capito il mio bisogno di Dio, l'intimo desiderio di voler realizzare un grande ideale, di rispondere ad una chiamata.
Cominciai a frequentare un gruppo di preghiera per appagare il mio bisogno di luce, la preghiera di lode mi dava pace, l'ascolto della Parola di Dio mi dava sicurezza e la testimonianza dei Santi m'incoraggiava a seguire i loro esempi. Si chiariva così man mano la chiamata alla lode e alla preghiera continua nella vita contemplativa, ad imitazione di Gesù che si ritirava sul monte per pregare.
In quel periodo, pur immersa nell'apostolato attivo che svolgevo con generosità, ne vedevo i limiti perchè non appagava i miei desideri appieno, mi sentivo sempre più chiamata a vivere in castità, povertà e obbedienza nella vita contemplativa con fine apostolico.
L'occasione determinante per me, nella ricerca vocazionale, fu una testimonianza resa da una ragazza del mio gruppo di preghiera che dava relazione della lettura da lei fatta sulla spiritualità della Beata Elisabetta della Trinità, una carmelitana francese.
Ne restai colpita, lessi le sue opere, mi sentivo a Lei vicina, perchè avevo trovato "il cielo sulla terra": dimorare in Dio in modo permanente, abituale.Lo Spirito d'Amore m'invadeva facendomi scoprire la Sua presenza nell'anima.
Cercai aiuto in una guida spirituale che mi aiutasse a discernere. Dopo un ripensamento e tanta preghiera, decisi di rispondere alla chiamata del Signore ormai ben precisa e di seguire il carisma contemplativo delle Carmelitane Scalze nel Monastero di San Simone, dove ho trovato la pace e gioia.
Ho voluto comunicare la mia esperienza perchè credo che sia importante capire che la vocazione è un dono del Signore.
Se senti dentro di te il desiderio di realizzare una vocazione di radicalità evangelica, non sottovalutarla e non considerarla non adeguata per te. Il Signore vuole la nostra felicità, perciò ad ognuno di noi si manifesta, aspetta il nostro Sì generoso per compiere meraviglie nel mondo con la nostra cooperazione umile e fiduciosa.
Abbandoniamoci all'AMORE e saremo trasformate in amore ed una luce nuova si diffonderà sulla terra. La vita è bella, bisogna viverla in pienezza, seguendo Gesù che fu obbediente alla volontà del Padre per la salvezza degli uomini.

Briciole di spiritualità carmelitana (Torna all'indice)

S. TERESA DI GESU' (Teresa d'Avila)

Fiore "Parlando di coloro che comincianoad essere servi dell'amore,mi sembra che ciò consistanel determinarsi a seguireper il cammino della preghiera Colui che tanto ci ha amato" S. Teresa di Gesù

S. TERESA DI GESU' BAMBINO (Teresa di Lisieux)

Ho sempre desiderato di essere una santa, ma, ahimé, ho sempre constatato quando mi sono confrontata con i Santi, che tra loro e me c'è la stessa differenza che esiste tra una montagna la cui vetta si perde nei cieli e il granello di sabbia, oscuro, calpestato dai piedi dei passanti. Invece di scoraggiarmi, mi sono detta: il buon Dio non potrebbe ispirare desideri irrealizzabili; quindi, nonostante la mia piccolezza, posso aspirare alla santità. Farmi diversa da quel che sono, più grande, mi è impossibile: mi devo sopportare per quello che sono con tutte le mie imperfezioni; ma voglio cercare il modo di andare in Cielo per una piccola via bella diritta, molto corta, una piccola via tutta nuova. Siamo in un secolo di invenzioni: oggi non vale più la pena di salire i gradini di una scala: nelle case dei ricchi un ascensore la sostituisce vantaggiosamente. Vorrei trovare anch'io un ascensore per innalzarmi fino a Gesù, perché sono troppo piccola per salire la dura scala della perfezione.

Allora ho cercato nei libri santi l'indicazione dell'ascensore, oggetto del mio desiderio e ho letto queste parole uscite
dalla bocca della Sapienza Eterna: Se qualcuno è molto piccolo, venga a me. Così sono arrivata ad intuire che avevo trovato quello che cercavo. E volendo sapere, o mio Dio, che cosa faresti al molto piccolo che rispondesse alla tua chiamata, ho continuato le mie ricerche ed ecco quello che ho trovato: "Come una madre accarezza il figlio, così io vi consolerò: vi porterò in braccio e vi cullerò sulle mie ginocchia!". Ah, mai parole più tenere, più melodiose hanno rallegrato la mia anima! L'ascensore che mi deve innalzare fino al Cielo sono le tue braccia, o Gesù! Per questo non ho bisogno di crescere, anzi bisogna che io resti piccola, che lo diventi sempre di più. O mio Dio, hai superato ogni mia aspettativa e io voglio cantare le tue misericordie.

(Manoscritto C 2v-3r)

Restare una bambina piccola davanti al buon Dio è riconoscere il proprio nulla, aspettare tutto da Lui, come un bambino piccolo aspetta tutto da suo padre; è non inquietarsi di nulla, non guadagnare ricchezze. Anche fra i poveri si dà al bambino quel che gli è necessario, ma appena diventa grande suo padre non vuole più mantenerlo e gli dice: Adesso lavora, puoi bastare a te stesso.

E' per non sentirmi dire così che non ho voluto crescere, sentendomi incapace di guadagnarmi la vita, la vita eterna del Cielo. Quindi sono sempre rimasta piccola, non avendo altra occupazione che quella di cogliere fiori, i fiori dell'amore e del sacrificio, e di offrirli al buon Dio per suo piacere.

Essere piccolo vuol dire anche non attribuirsi affatto le virtù che si praticano, credendosi capaci di qualcosa, ma riconoscere che il buon Dio pone questo tesoro nella mano del suo piccolo bambino perché se ne serva quando ne ha bisogno; ma il tesoro è sempre del buon Dio. Infine è non scoraggiarsi affatto delle proprie colpe, perché i bambini cadono spesso, ma sono troppo piccoli per farsi molto male.

(Ultimi colloqui, 6 agosto)

S. TERESA BENEDETTA DELLA CROCE (Edith Stein, 1891-1942)
Ebrea convertita al cattolicesimo, filosofa, Carmelitana, martire


L'uomo non esplora mai integralmente il suo intimo. E' un segreto di Dio, un segreto che unicamente lui può rivelare nella misura che gli piace. Tuttavia questo intimo è affidato all'uomo; egli può deciderne nella più perfetta libertà, ma ha pure il dovere di conservarlo come un bene prezioso datogli in consegna.

(da: Scientia Crucis)

 

So di essere sostenuta e qui sta tutta la mia tranquillità e sicurezza - non la sicurezza consapevole dell'uomo che sta con le proprie forze su un terreno sicuro, ma la dolce e beata sicurezza del bambino sorretto da un braccio forte - che in pratica è una sicurezza non meno ragionevole. Sarebbe forse ragionevole quel bambino che vivesse nella paura che la mamma lo lasci cadere?
Se Dio mi dice attraverso i profeti di essere un Dio fedele, di essere per me come padre e madre, addirittura che egli è l'Amore stesso, allora devo ammettere che la mia fiducia nel braccio che mi sostiene è ragionevole e che, al contrario, è stolta la mia paura di cadere nel nulla, a meno che non sia io stessa a staccarmi dal braccio che mi protegge.

( dalle Lettere)

Chi sei, dolce Luce che mi inondi
e rischiari la notte del mio cuore?
Tu mi guidi come la mano di una madre;
ma se mi lasci
non avanzerei più di un passo.
Tu sei lo spazio che circonda il mio essere
e in cui si nasconde.
Se mi abbandoni cado nell'abisso del nulla,
da dove mi hai chiamato ad esistere.
Tu, vicino a me più di me stessa,
più intimo del mio intimo.
Eppure nessuno può toccarti o comprenderti
e infrangi le catene di ogni nome:
Spirito Santo - Eterno Amore!...

(novena di Pentecoste)

BEATA ELISABETTA DELLA TRINITA' (1880-1906)

Mio Dio, Trinità che adoro,
aiutami a dimenticarmi completamente, per fissarmi in Te,
immobile e tranquilla, come se la mia anima fosse già nell'eternità.
Nulla possa turbare la mia pace, né farmi uscire da Te, o mio Immutabile,
ma che ogni istante m'immerga sempre più nella profondità del tuo mistero.
Pacifica la mia anima, rendila tuo cielo, tua dimora prediletta e luogo del tuo riposo.
Che non ti ci lasci mai solo, ma che io sia tutta là, completamente desta nella mia fede,
tutta adorante, tutta consegnata alla tua azione creatrice.

O mio Cristo amato, crocifisso per amore,
vorrei essere una sposa per il tuo Cuore.
vorrei coprirti di gloria, vorrei amarti... fino a morirne!
Ma sento la mia impotenza e ti chiedo di "rivestirmi di te",
di identificare la mia anima a tutti i movimenti della tua anima,
di sommergermi, di invadermi, di sostituirti a me,
affinché la mia vita non sia che un'irradiazione della tua Vita.
Vieni in me come Adoratore, come Riparatore e come Salvatore.
O Verbo eterno, Parola del mio Dio,
voglio passare la mia vita ad ascoltarti,
voglio rendermi perfettamente docile per imparare tutto da Te.
Poi, attraverso tutte le notti, tutti i vuoti, tutte le impotenze,
voglio fissare sempre Te e rimanere sotto la tua grande luce.
O mio Astro amato,
affascinami perché non possa più uscire dalla tua irradiazione.

O Fuoco consumante, Spirito d'amore, "discendi in me",
affinché si faccia nella mia anima come una incarnazione del Verbo:
che io sia per Lui un'aggiunta di umanità
nella quale Egli rinnovi tutto il suo mistero.
E Tu, o Padre, chinati sulla tua povera piccola creatura,
"coprila della tua ombra",
non vedere in lei che il "Diletto nel quale hai posto
tutte le tue compiacenze".
O miei Tre, mio Tutto, mia Beatitudine,
Solitudine infinita, Immensità in cui mi perdo,
mi consegno a voi come una preda.
Seppellitevi in me perché io mi seppellisca in Voi,
in attesa di venire a contemplare
nella vostra luce l'abisso delle vostre grandezze.

SE VUOI INCONTRARCI (Torna all'indice)

La Comunità delle Carmelitane Scalze
­ s'impegna a pregare per tutte le giovani che cercano luce per il loro avvenire,
­ offre la possibilità di poter essere accolte nei locali della foresteria, per fare un'esperienza di silenzio e di preghiera,
­ consente di partecipare alla preghiera dei Vespri,
­ è disponibile per l'ascolto personale e un dialogo per il discernimento.

Il nostro indirizzo:

MONASTERO DI S. TERESA DI G. B.

Priora: Sr. Maria Michela SIMEONE

Via S. Teresa, 10
73017 SANSIMONE DI SANNICOLA (LE)