(1603-1663)

All'alba del 17 giugno 1603, a Copertino, da Franceschina Panaca e Felice Desa nacque un bimbo di nome Giuseppe Maria. Il piccolo ebbe per culla una mangiatoia, come Gesù, segno di un futuro straordinario. Giuseppe Maria Desa venne battezzato nella Chiesa Matrice dall'arciprete don Delfino Fulino nello stesso giorno della sua nascita. Trascorse gli anni della sua infanzia e dell'adolescenza nella semplice ed umile casetta paterna e nella sofferenza, strumenti della sua santificazione.

La sua vita fu travagliata. Dopo anni di ansia e di delusioni, che superò nel periodo della sua formazione religiosa, giunse finalmente al sacerdozio. Venne ordinato sacerdote nella chiesa parrocchiale di Poggiardo il 18 marzo 1628 da Mons. Giovanni Battista Deti, Vescovo di Castro. Il tribunale dell'Inquisizione, mal interpretando le sue estasi e i suoi rapimenti, lo avversò. Furono riconosciute la sua innocenza e santità, ma per prudenza fu allontanato per sempre dalla sua terra. Fu relegato in Assisi (1639-1653) e trasferito poi a Pietrarubbia e Fossombrone (Pesaro) (1653-1657), presso i frati Cappuccini. Il 9 luglio 1957 fu restituito finalmente ai suoi confratelli e destinato a Osimo (Ancona).

Morì il 18 settembre 1663. Il suo corpo è custodito a Osimo nella cripta del Santuario a lui dedicato. Fu proclamato Beato nel 1753 e Santo nel 1767.
Per le sue numerose estasi è detto il SANTO DEI VOLI ed è venerato come protettore degli aviatori cattolici; per le difficoltà incontrate nello studio, viene invocato dagli studenti come protettore degli esaminandi.


Tappe della sua vita
Luoghi e ricordi
Briciole di sapienza
Come si arriva
La comunità dei Frati Francescani Conventuali

Il 4°centenario della sua nascita (1603-2003)

 


Tappe della sua vita (Torna all'indice)

La nascita

I genitori del Santo dei Voli furono Felice Desa e Franceschina Panaca. Il padre, di mestiere carradore, era soprannominato "il castellano", perché dal marchese Pinelli aveva avuto la custodia del castello, fortezza della città.
D'animo profondamente buono e generoso, pur non essendo ricco, sollevava le altrui miserie, fino ad avallare debiti contratti da altri. E proprio per il mancato pagamento di debiti non suoi, per sfuggire all'arresto, fu costretto ad abbandonare la propria dimora ed a rifugiarsi in un luogo di "immunità sacra".
Mamma Franceschina, donna austera e severa, fu molto intransigente nell'educazione dei figli. Il 17 Giugno 1603 Franceschina per sottrarsi ai creditori del marito si rifugiò in una piccola stalla e qui diede alla luce il sesto figlio cui fu posto il nome di Giuseppe Maria DESA.

Il Battesimo

Giuseppe Maria aveva avuto i natali terrestri. Doveva però ancora nascere a Dio ! E la solerte mamma lo fece approdare al fonte battesimale della Chiesa Matrice di Copertino il giorno stesso della nascita, così come si evince dall'atto di battesimo ancora conservato.

L'aiuto della Madonna

Giuseppe nutriva il forte desiderio della vita religiosa. Respinto dai Minori Riformati del Convento di Casole, non si scoraggiò e manifestò il suo desiderio ai Frati Minori Cappuccini che avevano un convento a Copertino. Fu accettato come fratello laico e fu inviato, dopo pochi giorni, a Martina Franca (Ta), per l'anno di noviziato, col nome di fra' Stefano.
Fortemente attratto verso il divino e quasi assente dalle cose materiali, sembrò inabile alle attività del Convento. Non compreso dai superiori, dopo otto mesi fu rimandato in famiglia. Franceschina nel veder ritornare il figlio dal Convento, lo apostrofò n malo modo: "Non sei capace nemmeno di servire Dio!"
Un giorno Giuseppe abbandonò la casa e se ne andò alla Grottella (presso Copertino) con il saldo proposito di rimanervi ad ogni costo. I due zii, anche questa volta, furono irremovibili. Il giovane pregò a lungo, invocando, tra sospiri e lacrime, l'aiuto della Madonna. Con la complicità di un frate sacrista rimase nascosto per sei mesi nel sottoscala della legnaia e finalmente il Padre Franceschino Desa si adoperò per far ammettere nell'Ordine, pur come oblato, il nipote Giuseppe.

Ordinazione sacerdotale

Giuseppe, accolto nel convento della Grottella come Oblato terziario e destinato alla pulizia della stalla ed al governo di una mula, supera nell'osservanza religiosa i professi più anziani. Dopo tre anni di prova gli zii lo presentano alla Congregazione Provinciale di Altamura perché venga accettato non come Fratello Laico, ma come Chierico. Con l'aiuto della Madonna supera brillantemente tutti gli esami. Il 18 marzo del 1628 finalmente è consacrato sacerdote nella chiesa parrocchiale di Poggiardo (Lecce) dal Vescovo di Castro Mons. Giovanni Battista Deti.
Per questo motivo, anche a Poggiardo si festeggia l'Ordinazione sacerdotale di San Giuseppe da Copertino la Domenica dell'Ottava di Pasqua; la statua del Santo, solitamente con il saio dei Frati Minori Conventuali, viene rivestita dei paramenti sacerdotali, secondo l'uso del tempo.

Il Santo dei voli

Oltre sessanta sono i voli più strepitosi avvenuti solamente in Copertino e registrati nei Processi. Celebre è il volo spiccato presso la Chiesa delle Clarisse. Giuseppe, presente ad una vestizione di giovani monache, al canto dell'antifona "Veni Sponsa Christi", attratto da quella melodia, si avvicinò al Padre Predicatore, lo prese per il braccio e, dopo aver girato con lui attorno alla Chiesa, spiccò in volo portandoselo fin quasi alla sommità del soffitto. Il poveretto, non abituato a simili acrobazie, poco manco che non svenisse dallo spavento.

L'accusa

Padre Antonio da san Mauro Forte, superiore della Provincia Francescana di Bari, volle proporre Giuseppe Desa come modello di santità vivente a tutti i frati della Provincia e decise di mandarlo di convento in convento perché tutti potessero conoscerlo.
Restò quasi un anno lontano dalla Grottella. Le estasi e i voli suscitarono grande entusiasmo tra i confratelli e tra la gente.
A Giovinazzo la sua presenza fu oggetto di una tale venerazione che nobiltà e clero pregarono il provinciale per riavere nuovamente il santo al suo ritorno da Matera. Ma dopo il volo nella cattedrale dinanzi al Santissimo Sacramento e l'altro avvenuto nella Chiesa di San Giovanni Battista alcuni esponenti del clero e della nobiltà fecero accusare formalmente dal Sant'Uffizio di Napoli il frate di Copertino per truffa.

Il Sant'Uffizio

L'atto di accusa col quale Giuseppe veniva denunziato al Tribunale dell'Inquisizione di Napoli era così formulato: "Scorre per quelle Province un uomo sui trentatré anni e, qual altro Messia, condursi seco dietro intere popolazioni con prodigi ad ogni passo, accreditati dalla plebe che sempre a tutti crede e non mai distingue il verisimile dal vero: darne perciò notizia ai Superiori, affinché o il rimedio prevenga il mal futuro o il mal futuro non si renda restio ed incapace al rimedio". Dopo tre interrogatori, conclusosi a Napoli il processo in istruttoria, l'incartamento fu inviato a Roma per tre istanze successive, l'ultima delle quali alla presenza del Papa. Sarebbero passati mesi prima di conoscere la sentenza.
Nel frattempo, il Ministro Generale per tenere fede alle disposizioni del tribunale napoletano, aveva deciso di mandare Giuseppe nel Convento solitario di Monterotondo.
Ma dopo la presentazione al Pontefice Urbano VIII, fra' Giuseppe fu inviato presso il Sacro Convento di Assisi.

Da Assisi a Fossombrone

Giuseppe visse in Assisi, per nove anni in una piccola cella, con un solo pasto quotidiano, spesso costituito da pane ed acqua, continuando le sue dure penitenze con cilizi e flagelli. Ogni mattina, dopo essersi confessato, celebrava la Messa, che durava in genere due o più ore, a seconda delle estasi. Ben presto la sua fama si diffuse in Italia ed in Europa e tutto questo clamore intorno ad un uomo che doveva vivere "segregato" finì coil richiamare l'attenzione di Papa Innocenzo X. La mattina del 23 Luglio 1953 giunse l'ordine del Papa di trasferirsi nello sperduto ed isolato Convento dei Cappuccini di Pietrarubbia, un paesino in provincia di Pesaro, lontano dai rumori del mondo. Egli non doveva lasciare la cella se non per celebrare la Messa. Ugualmente però i pellegrini giungevano dai dintorni e persino da Cesena, dall'Umbria e dalla Toscana. Alla fine di Settembre giunse l'ordine del Sant'Uffizio di trasferire segretamente fra' Giuseppe da Pietrarubbia a Fossombrone. Solo nel 1656 una delegazione di Padri Provinciali Conventuali, chiese a Papa Alessandro VII di far rientrare fra' Giuseppe in un Convento dell'Ordine. La notte del 6 luglio 1657, fra' Giuseppe potè lasciare Fossombrone per Osimo, in provincia di Ancona, sua ultima dimora dopo tanto sofferto peregrinare.

L'ultimo viaggio

Giuseppe da Copertino visse per sei anni ad Osimo, dove non avvenne nulla di sensazionale: Giuseppe progrediva nel fervente amore verso Dio e pensava, oramai, al viaggio verso la Gerusalemme celeste.
Aveva predetto che sarebbe morto quando non avrebbe potuto ricevere più "lo Pecoriello", cioè l'Eucaristia; ed infatti il 18 settembre ciò non gli fu possibile per le precarie condizioni di saluto, facendo presagire prossima la sua fine. Erano circa le ore 24 del 18 settembre dell'anno 1663 quando, con un dolce sorriso sulle labbra, passò dal tempo all'eternità.

Luoghi e ricordi (Torna all'indice)

La città di Copertino

Ad una quindicina di chilometri da Lecce, c'è Copertino.
La sua origine risale agli inizi del Novecento. Contea dei Brienne, poi appartenente ai d'Enghien, che la diedero in dote nel 1419 a Caterina del Balzo-Orsini. Nel 1498 Ferdinando I d'Aragona ne infeudò i Castriota, principi d'Albania, per ricompensarli dell'aiuto avutone nella conquista del Regno. Passò, tra gli altri, ai Pinelli ed ai Pignatelli Belmonte.
Nel decennio 1628 - 1638 visse a Copertino Fra' Giuseppe Desa che parlava poco e operava molto: compiva fatti straordinari.

La casa paterna

Situata di fronte al Santuario ed alla stalletta, la casa paterna della famiglia Desa - Panaca è un monolocale a piano terra, umile e semplice.
Oggi la casetta ha questa struttura: un timpano e un'iscrizione all'esterno; un altare e un quadro all'interno, che rappresenta mamma Franceschina sul letto di morte, assistita dalla figlia Livia e, miracolosamente, dallo stesso Giuseppe, che allora viveva segregato nel sacro convento di Assisi.

Il Convento di Casole

Dal 1500 agli inizi del XIX secolo Casole è stato un centro monastico di grande importanza religiosa e culturale. La Chiesa e il Convento furono edificati agli inizi del XVI secolo per munificenza dei Granai Castrista, conti di Copertino. Vi si insediarono inizialmente i Francescani dell'Osservanza, e a loro subentrarono, alla fine del XVI secolo, i Riformati.
Casole accolse fra le sue mura il Beato Silvestre Calia (1581-162) e registrò i primi aneliti del piccolo Giuseppe Desa. Quando Giuseppe manifestò la volontà di farsi frate anche i monaci di Casole, per imprecisati e pretestuosi motivi, ne differirono l'accettazione.

La cella del sangue

Situata sulla volta della chiesa della Grottella, è stata testimone delle durissime penitenze cui San Giuseppe da Copertina si sottoponeva.
Il primo biografo del Santo, Padre Nuti, nel 1655, visitandola, la trovò "piena di sangue da ogni lato" tanto che "nelle murature in qualche parte si vedeva il sangue attaccato in quelle della grossezza di mezzo dito, et il medesimo si vedeva sul pavimento".
Testimoni dell'epoca e biografi antichi e recenti raccontano che San Giuseppe ricorreva spesso a digiuni e penitenze corporali atroci, usando vari strumenti di flagellazione.

La Madonna della Grottella

A due chilometri dal centro abitato di Copertino, sorge il Santuario della Grottella, un antro scoperto da un pastore alla ricerca di un vitello smarrito.
Egli trovò dietro a un folto cespuglio, una Grotta sotterranea, sulla parete della quale era dipinta la Sacratissima Immagine di Maria, davanti la quale miracolosamente era inginocchiato lo smarrito vitello. Il ritrovamento misterioso della Grotta, soffocata dai cespugli, e dell'immagine della Vergine col Bambino, chiamò nel luogo una moltitudine di gente ed anche il Capitolo della Collegiata di Copertino, si recò a venerare la "Madonna della Grottella", come fu subito battezzata l'immagine.
Sotto la protezione della "Mamma" della Grottella, Padre Giuseppe da Copertino avvia il suo ministero sacerdotale.
Presso la Grottella fu più volte rapito in estasi davanti all'icona della Madonna.

La Stalletta

All'alba del Seicento si verificò in Copertino un evento che, dapprima, nulla manifestò di straordinario: un bambino era nato in una stalla, ove la madre si era rifugiata per sottrarsi ai creditori del marito.
Era il 17 giugno 1603. Il piccolo ebbe per culla la mangiatoia, per merletti le ragnatele, per ornamenti le canne sfilacciate del soffitto.
Dal padre Felice Desa e dalla madre Franceschina Panaca fu chiamato Giuseppe Maria: con questo nome venne battezzato nella chiesa matrice, nello stesso giorno della nascita, dall'arciprete Don Delfino Fulino.
Giuseppe nacque in una stalla come Gesù: segno profetico e simbolo di un futuro straordinario.

La cappella di Santa Barbara

A circa 200 metri dal Santuario della Grottella, in direzione ovest, è ubicata la cappella rurale dedicata a Santa Barbara, probabilmente eretta nel '500.
Il culto di Santa Barbara era diffuso in Copertino: nella chiesa Matrice, tra le sculture del Seicento dell'altare della Madonna della Neve, è inserita la statua della Santa.
Essendo a breve distanza dal conventino della Grottella, la cappella di Santa Barbara era uno dei luoghi preferiti da fra' Giuseppe per la penitenza e la meditazione.
Lo stesso fra' Giuseppe confessava che "inizialmente si faceva la disciplina a sangue, due volte la settimana, la mattina all'uscir del sole".

Il Santuario della Grottella

Il santuario, nella sua prima struttura, risale al 1579, anno in cui fu edificato per opera del Vescovo di Nardò Mons. Cesare Bovio.
Il fulcro era costituito dall'altare maggiore dove era stata incastonata un'icona raffigurante la Madonna col Bambino rinvenuta da un pastore.
Lo stesso Vescovo Bovio curò che, accanto al Santuario, venisse costruita una "casina per divertimento e soggiorno dei vescovi".
Tutto il complesso passò alla storia col nome "la Grottella".

Il Santuario di San Giuseppe

La sua storia è legata a quella della Stalletta: strappata questa ai privati, l'amministrazione comunale di allora, per rispondere alle condizioni poste dal regio decreto di Carlo III di Napoli, si adoperò subito per costruire una chiesa dedicata al concittadino appena beatificato (1753). Per renderla possibile, fu necessario abbattere alcune casette circostanti, parte delle mura di cinta e anche la vicina chiesetta di San Salvatore.
La Stalletta fu inglobata nella nuova costruzione.
Dopo la canonizzazione del Beato Giuseppe, avvenuta il 17 luglio del 1767per decreto del papa Clemente XIII, vi fu la solenne dedicazione della chiesa al Santo.
Circa un secolo dopo, nel 1872, il piccolo santuario, ormai meta di continui pellegrinaggi, fu ampliato con l'aggiunta dell'abside e del coro.

La Madonna delle Grazie

Per quasi sette anni Giuseppe Desa, da ragazzo, soffrì una terribile malattia che i biografi chiamano ora tumore, ora ascesso, ora cancrena. Era un male fastidioso: l'aveva investito nelle parti basse del corpo e faceva imputridire le carni con dolore atroce e fetore insopportabile.
Capitò a Copertino un eremita, medico chirurgo, che da Napoli si era ritirato nella chiesa della Madonna Santissima delle Grazie in Galatone, per servire il Signore per il resto della sua vita. Mamma Franceschina riuscì a far visitare Giuseppe: egli promise che l'avrebbe guarito se glielo avessero portato all'eremitaggio., Il pio Eremita, dopo aver eseguito un singolare intervento, unse il corpo di Giuseppe con l'olio della lampada votiva che ardeva davanti all'icona della Madonna delle Grazie. "Giuseppe - assicurano le cronache del tempo - si alzò guarito".

Il Breviario

Per prepararsi nel modo migliore al sacerdozio, Giuseppe tralasciò tutto e al posto del letto e del cibo sostituì il Breviario ed il Messale.
Nella lettura del breviario frate Giuseppe si infervorava; il breviario era tutto per lui a tal punto che osava affermare che "non trovava miglior libro spirituale del Divino Ufficio e da quello cavava ogni profitto".
Tale breviario è stato conservato nella basilica di Santa Maria dei Frari in Venezia fino al 1998; attualmente è nel Santuario di San Giuseppe in Copertino, quale preziosa reliquia appartenuta al Santo.

Natale alla Grottella

I biografi narrano che S. Giuseppe da Copertino era particolarmente sensibile alla festa del Natale. Per Giuseppe, nato in una stalla come Gesù, era di immenso gaudio spirituale ricreare il clima natalizio.
Per questo, alla Grottella, nella notte santa, invitava pastori, affinché con i loro pifferi e le loro zampogne ricreassero la poesia del Natale.
Ad Assisi tenne sempre preparato un rustico presepe. E ad Osimo andava in estasi stringendo tra le braccia un Bambinello di legno.

Briciole di sapienza (Torna all'indice)

Rita Manzari,
"San Giuseppe da Copertino stringe commosso Gesù Bambino"

Briciole di sapienza di san Giuseppe da Copertino…

"Si deve fare come gli uccelli che toccano terra solo per prendere cibo, ma poi, subito, volano in alto; fermarsi poco e solo per necessità sulle cose terrene e poi stare in alto per lodare e benedire Dio"

"Ha fede solo chi ama, e non può esistere grande amore se non c'è una fìgrande fede"

"Non è felice chi è ritenuto tale dagli altri, ma solo chi ha la vera felicità nel cuore, e non vi è altra felicità che avere Dio nel cuore"

"Chi vuole in sé il fuoco dell'amore di Dio deve scacciare da sé il fumo delle cose del mondo"

"Lascia che il Signore abbia cura di te; Egli sa ciò che fa, perciò tu non puoi far altro di meglio che lasciarlo fare"

"Siate sempre sereni, non dubitate. Sperate in Dio, ma davvero! Egli è fedele a coloro che l'invocano con cuore sincero".

"Amore e carità - è una gran felicità.
Chi ha amore e carità - è felice e non lo sa"

"I Santi non si fanno in paradiso, si fanno in terra, e poi vanno in Paradiso"

"La candela da poco spenta si riaccende subito. Così succede al peccatore che ha sbagliato, ma si pente subito.

Come si arriva (Torna all'indice)

In treno

In collegamento dalla stazione di Lecce si arriva alla stazione ferroviaria di Copertino. Da qui, percorrendo Via Tente Colaci, si arriva in pochi momenti al "Monumento Caduti" di Piazza Umberto e da qui, attraverso Via Garibaldi, si giunge alla piazzetta del monumento bronzeo del Santo e quindi al Santuario.

In auto

Chi volesse raggiungere Copertino in macchina può, provenendo da Lecce, immettersi sulla SS 101 (la cosiddetta Lecce-Gallipoli); all'uscita per S. Donato-Copertino troverà l'indicazione per il Santuario della Grottella, che si trova sulla sinistra, immerso nel verde, prima di entrare nel centro abitato di Copertino. Il Santuario di San Giuseppe da Copertino, dove è custodito il cuore del Santo, si trova invece nel centro storico della città di Copertino, in prossimità del Castello medievale e della Chiesa matrice.

La Comunità dei Frati Francescani Conventuali (Torna all'indice)

CONVENTO SAN GIUSEPPE DA COPERTINO
Guardiano: Padre Massimiliano Giuseppe MARSICO, ofm conv.

Via Piave, 8 73043 COPERTINO (LE)
tel./fax 0832 947 011
c.c.p. 243 733 intestato a : Il Santo dei voli

Nella comunità vivono quattro frati che sono impegnati nella cura pastorale dei due santuari: S. Giuseppe da Copertino nel centro storico della città e S. Maria della Grottella, fuori dall'abitato di Copertino. Un frate è inoltre assistente religioso nell'Ospedale civile "San Giuseppe da Copertino" della città. Nel Santuario operano diversi gruppi (O.F.S., Gi.Fra., Milizia Immacolata…) e si cura la pubblicazione del rivista bimestrale "Il Santo dei voli". Il Santuario è inoltre un importante centro di spiritualità e luogo di confessioni.

Orario delle SS. Messe:

Ore 7.30 feriale e festivo
Ore 9.00 festivo (Grottella)
Ore 9.30 festivo (Ospedale)
Ore 11.00 festivo
Ore 19.00 feriale e festivo (ore 19.30: ora legale)

Orari del Santuario:

Ore 6.30 apertura
Ore 6.45 lodi - ufficio di letture
Ore 7.30 S. Messa
Ore 8.30-11.30 Confessioni
Ore 12.00 chiusura
Ore 16.00 apertura (ore 17.00: ora legale)
Ore 16.30-18.00 Confessioni
Ore 18.00 vespri
Ore 19.00 S. Messa
Ore 20.00 chiusura

Appuntamenti e Proposte:

Occasioni per chi è in ricerca vocazionale:
Week-ends alla Grottella Gennaio, Marzo, Maggio, Giugno, Settembre, Novembre

18 marzo:
ore 19.00 Commemorazione dell'Ordinazione Sacerdotale di San Giuseppe da Copertino

24 marzo:
Via Crucis da Copertino al Santuario della Grottella

25 marzo:
Festa del "sì" al Santuario della Grottella

2 aprile (martedì dopo Pasqua):
Festa della Madonna della Grottella

Mese di Maggio:
nel Santuario della Grottella ogni sera alle ore 18.30 S. Rosario e S. Messa

11-12-13 giugno:
ore 19.30 Triduo e festa in onore di Sant'Antonio da Padova

17 giugno:
celebrazione per ricordare la nascita di San Giuseppe

18 giugno:
gli studenti invocano l'aiuto di San Giuseppe in prossimità degli esami

8-16 settembre:
ore 19.00 Solenne novena in onore di S. Giuseppe

16 settembre:
ore 19.00 "Intorciata" (processione con la statua di San Giuseppe per le vie della città)

18 settembre:
Festa di San Giuseppe da Copertino. Programma civile e religioso

Il 4° centenario della nascita (Torna all'indice)

     Visita il sito del 4° centenario della nascita

 

Siti di interesse "josephino" :

San Giuseppe da Copertino

 

Santuario San Giuseppe da Copertino (Copertino)

Santuario di Osimo

 

Città di Copertino

Città di Osimo

 

Santuario di preghiera - San Giuseppe da Copertino

Parrocchia San Giuseppe da Copertino - Roma

 

Francescani Conventuali di Puglia

Ordine Frati Minori Conventuali (sito ufficiale)