Vocazione...

"Gesù, fissatolo, lo amò. (Mc 10,21)
Vi auguro di sperimentare uno sguardo così !"

Giovanni Paolo II, Lettera ai giovani


Foto: Monica Vitale ap, dalla Rivista di
Orientamento Vocazionale "Se vuoi"

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Vocazione….

E' la parola che dovresti amare di più, perché è il segno di quanto sei importante agli occhi di Dio.
E' l'indice di gradimento presso di Lui, della tua fragile vita.
Sì, perché se ti chiama vuol dire che ti ama.
Gli stai a cuore non c'è dubbio.
In una turba sterminata di gente, risuona un nome: il tuo.
Stupore generale !
A te non ci aveva pensato nessuno.
Lui sì !
Davanti ai microfoni della storia,
ti affida un compito su misura…per Lui !
Sì, per Lui, non per te.
Più che una "missione" sembra una "scommessa".
Ha scritto "t'amo", sulla roccia non sulla sabbia,
come nelle vecchie canzoni.
E accanto ci ha messo il tuo nome.
Forse l'ha sognato di notte, nella tua notte.
Alleluia! Puoi dire a tutti:
non si è vergognato di me!

Don Tonino Bello

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"Costruire la vita su Cristo, accogliendone con gioia la parola e mettendone in pratica gli insegnamenti: ecco, giovani del terzo millennio, quale dev’essere il vostro programma! E’ urgente che sorga una nuova generazione di apostoli radicati nella parola di Cristo, capaci di rispondere alle sfide del nostro tempo e pronti a diffondere dappertutto il Vangelo. Questo vi chiede il Signore, a questo vi invita la Chiesa, questo il mondo - anche senza saperlo - attende da voi! E se Gesù vi chiama, non abbiate paura di rispondergli con generosità, specialmente quando vi propone di seguirlo nella vita consacrata o nella vita sacerdotale. Non abbiate paura; fidatevi di Lui e non resterete delusi."

                                                                                                              

                                                                                                                                Benedetto XVI, Messaggio ai giovani,

                                                                                                                                9 aprile 2006

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"E' Gesù che cercate
quando sognate la felicità"

Giovanni Paolo II ai giovani

 

 

             

                                                              Teresa di Lisieux (1873-1893)

"Già all'età di 15 anni sentivo crescere in me un seme che Dio stesso aveva piantato nel giardino dell'anima mia, avvertivo qualcosa di strano: il mio cuore non cercava più il limitato affetto umano, ma solo quello di Gesù, quell'amore vero che irrompe nella profondità del cuore, liberandolo da tutto ciò che è superficiale e inconsistente (...)

Fu una mattina d'estate del 1996 che iniziò realmente la mia avventura con Gesù: avevo la Bibbia in mano, ero sola e mi accinsi a leggere, nel Vangelo di Luca, la Passione e la Morte del Signore. Ad un tratto sentii come un tenero abbraccio che mi rapì per un attimo, fui accecata da un raggio del potente sole che splendeva.

Quello fu il giorno in cui decisi che sarei divenuta la sposa di Gesù, niente avrebbe potuto ostacolare la mia libera risposta all'invito di quel Dio che mi aveva amata, scelta e chiamata fin dall'eternità.

"Un sogno di adolescente ancora non matura", era l'idea di tutti.

Mi sentivo confusa sull'ordine da abbracciare, mi affidai nelle mani del mio parroco per poter fare la giusta scelta, il quale mi suggerì di partecipare ad un corso di Esercizi Spirituali dove ebbi modo di conoscere una ragazza (che poi avrei incontrato inaspettatamente in questo stesso monastero). La mia confusione scomparve allorquando lessi il libro "Storia di un'anima", che ella mi aveva suggerito in quei giorni di intensa preghiera: Santa Teresina mi aveva aperto gli occhi; divenne da quel momento la mia compagna di viaggio, la mia amica, la mia confidente. (...)

Ogni giorno rendo grazie al Signore per avermi condotta nel deserto del Carmelo; qui, tra le dune della preghiera e del sacrificio, attingo l'acqua della Parola da riversare su tutti voi, su tutto il mondo. Anch'io vi aiuto, sono qui che prego e offro la mia anche per voi. E, con le lacrime agli occhi, ringrazio anche te, mia cara Teresa, poiché ti prendi cura delle tue sorelle; è qui, in questa clausura, che io mi sento davvero missionaria come te: tu insegnami a gridare l'amore nel silenzio, ad espanderlo nella preghiera, a donarlo gratuitamente nel nascondimento. È vero ciò che un giorno dicesti: "All'anima che ama nulla sembra impossibile".

Se tu che mi leggi senti qualcosa nel tuo cuore, non attendere, la tua sicurezza è solo il Signore." (una suora claustrale del Monastero di Gallipoli)

 

Le claustrali, in ascolto unanime e in amorosa accoglienza della parola del Padre: "Questi è il mio Figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto" (Mt 3, 17), rimangono sempre "con Lui sul monte santo (2 Pt 1, 17-18) e, fissando lo sguardo su Gesù Cristo, avvolte dalla nube della divina presenza, aderiscono pienamente al Signore".

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"Siate le mani e il cuore di Cristo per i vostri fratelli"

Giovanni Paolo II ai giovani

 

                                   

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"Ogni tanto mi fermo a pensare a ciò che prima ero e cercavo: desideravo una vita piena, felice, libera, una vita che mi soddisfacesse appieno… Averla trovata mi riempie di Gioia e mi spinge ad augurare a te, amico mio, di pretendere sempre il massimo dalla tua stupenda esistenza" (Dario, seminarista Seminario di Nardò, anno comunitario 2006-2007)

 

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Vocazione….

"La vocazione è una parola che mi viene rivolta, è un dato relazionale che nasce e cresce nel rapporto; viene meno e si affievolisce quando viene meno il rapporto e il dialogo.
Vocazione è l'accettazione di un dialogo in cui non dico io né la prima né l'ultima parola: io devo rispondere. L'importante è che si accetti il dialogo. Come far sì, allora che esista il dialogo e che, per esempio, la nostra preghiera o ricerca di vocazione non sia un semplice monologo?
Non c'è altra via che prendere sul serio la parola di Dio come Parola, lasciarla parlare, dare ad essa il primato, e poi rispondere. Prendere sul serio la Scrittura come parola detta a me, come inizio del dialogo vocazionale, e mantenermi in questo dialogo.
Senza una meditazione quotidiana, perseverante della parola di Dio, fatta magari per un tempo breve e però perseverante, è difficile entrare e poi crescere nel dialogo vocazionale, è difficile lasciare aperta la porta alla Parola"

Carlo Maria card. Martini, Arcivescovo emerito di Milano

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"Se sarete quello che dovete essere
metterete fuoco in tutto il mondo"

Giovanni Paolo II ai giovani

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"Siate i Santi del Nuovo Millennio"

Giovanni Paolo II ai giovani

 

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"Cari giovani, vorrei invitarvi a “osare l’amore”, a non desiderare cioè niente di meno per la vostra vita che un amore forte e bello, capace di rendere l’esistenza intera una gioiosa realizzazione del dono di voi stessi a Dio e ai fratelli, ad imitazione di Colui che mediante l’amore ha vinto per sempre l’odio e la morte (cfr Ap 5,13). L’amore è la sola forza in grado di cambiare il cuore dell’uomo e l’umanità intera, rendendo proficue le relazioni tra uomini e donne, tra ricchi e poveri, tra culture e civiltà. Questo testimonia la vita dei Santi che, veri amici di Dio, sono il canale e il riflesso di questo amore originario. Impegnatevi a conoscerli meglio, affidatevi alla loro intercessione, cercate di vivere come loro. Mi limito a citare Madre Teresa che, per affrettarsi a rispondere al grido di Cristo “Ho sete”, grido che l’aveva profondamente toccata, iniziò a raccogliere i moribondi nelle strade di Calcutta, in India. Da allora l’unico desiderio della sua vita divenne quello di estinguere la sete d’amore di Gesù non a parole, ma con atti concreti, riconoscendone il volto sfigurato, assetato d’amore, nel viso dei più poveri tra i poveri. La Beata Teresa ha messo in pratica l’insegnamento del Signore: “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (cfr Mt 25,40). E il messaggio di questa umile testimone dell’amore divino si è diffuso nel mondo intero. "

 

Benedetto XVI ai giovani (1° aprile 2007)