| Seminario
Diocesano
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Incoronata, 4 73048 NARDÒ (LE)
tel./fax 0833 871 706
c.c.p. 14 95 47 39
e-mail: seminario@diocesinardogallipoli.it

Cenni storici
La comunità
Il progetto educativo
La vita comunitaria
Un messaggio per Te
Il nostro Patrono: San Filippo Neri
Ricordi ed eventi
Proposte per ragazzi - Incontri vocazionali
Scuola di preghiera dei giovani

Cenni
storici (Torna all'indice)
Il Seminario
di Nardò
Fin dal tempo
in cui la Diocesi di Nardò era retta dagli Abati benedettini
(sec. XI-XV) vi era nella città un un "collegium"
per la formazione dei giovani, in cui venivano educati anche gli
aspiranti al presbiterato. L'istituzione sopravvisse alla erezione
della sede vescovile (a.1413), ma in seguito venne meno per la penuria
dei mezzi di sostentamento.
Dopo il Concilio
di Trento, sotto l'episcopato di Mons. Luigi DE FRANCHIS (1611/16)
si prese a vagheggiare l'idea della fondazione di un vero e proprio
Seminario e di tanto in tanto si discusse nel Sinodo Diocesano del
1614, senza pervenire tuttavia ad alcuna conclusione concreta per
la mancanza di mezzi finanziari e strutture idonee.
L'idea fu ripresa
dal Vescovo Fabio Chigi (1635/52), il quale compì il primo
passo concreto depositando allo scopo in una banca di Napoli la
somma di 500 ducati. Eletto Pontefice col nome di Alessandro VII
(a.1655), prese accordi col suo secondo successore nella sede di
Nardò, Mons. Girolamo De Choris (1656/69), al fine di portare
ad effetto il tanto sospirato desiderio. La morte, sopraggiunta
nel 1667, gli impedì di attuare quanto si era proposto.
Spettò
al successore del De Choris, Mons. Tommaso BRANCACCIO (1669/77),
la realizzazione del sogno a lungo vagheggiato, mediante l'utilizzazione
dell'eredità lasciata dal "dottor fisico" Giovanni
Giacomo Megha. Costui, non avendo eredi, dispose per testamento
che con i suoi beni si sarebbe dovuto istituire in Nardò
un oratorio di sacerdoti regolari delle Scuole Pie in onore di S.
Filippo Neri. Poiché tuttavia gli Scolopi non aderirono al
progetto, il vescovo Brancaccio ottenne dalla S. Sede di utilizzare
la proprietà del Megha per la fondazione del Seminario, che
sarebbe stato intitolato secondo la volontà del testatore
a S. Filippo Neri.
Il 27 febbraio
1674, terminati i lavori di ristrutturazione e di arredamento, Mons.
Brancaccio emise la Bolla di erezione del Seminario Diocesano sotto
il titolo di S. Filippo Neri. A ricordo dell'evento, fece apporre
sull'edificio restaurato una lapide.
Per assicurare
delle entrate che consentissero al nuovo Seminario di sopravvivere,
Mons.Brancaccio stabilì che tutte le parrocchie della Diocesi,
in proporzione ai loro redditi, dovessero versare in due rate semestrali
un'apposita tassa "pro Seminario", che avrebbe fruttato
una somma annua di ducati 131, quanto bastava per consentire il
mantenimento di 6 seminaristi, 3 della città di Nardò
e 3 della Diocesi.
Oltre ai chierici
veri e propri furono pure ammessi in qualità di alunni interni
convittori fino alla copertura dei posti disponibili, con l'obbligo
del versamento di due scudi mensili a testa. Incominciarono anche
a registrarsi donazioni di immobili sempre più frequenti
da parte di fedeli e sacerdoti. Così il Seminario andò
man mano progredendo nelle rendite e nella fama della dottrina e
serietà degli insegnanti, tanto che presto il numero dei
posti disponibili poté essere elevato a sessanta e da molti
luoghi anche lontani arrivarono richieste di accoglienza.
Il Seminario
fu in cima alle cure pastorali anche del successore del Brancaccio,
Mons. Orazio FORTUNATO (1678/1707), che lo arricchì di nuovi
ambienti più grandi, ne aumentò le rendite e vi provvide
i migliori insegnanti.
Il Vescovo Mons.
Antonio SANFELICE (1707/36), acquistando le case private contigue
al Seminario, le demolì e fece costruire dalle fondamenta
l'ala sud e quella ad est dell'edificio insieme con lo scalone centrale,
sovrastato da una enorme statua di S. Filippo Neri in pietra leccese,
e l'atrio interno, uniformandolo i diversi corpi di fabbrica con
una nuova e splendida decorazione.
Precedentemente
nel 1707, sotto l'Episcopio lo stesso Vescovo aveva istituito e
dotato per il Seminario una pregevole Biblioteca, ancora esistente,
sulla cui porta d'ingresso si legge sotto l'effigie del Presule:
AD
PIETATIS ET LITERARUM INCREMENTUM
ANTONIUS SANFELICIUS EPISCOPUS
BIBLOTHECAM EREXIT DOTAVIT
ATQUE CUSTODEM INSTITUIT
Nella Visita
Pastorale del 1719 tra le altre cose annotava che in Seminario vi
erano circa cinquanta alunni, provenienti dalla città e da
tutta la diocesi, i quali seguivano sotto la guida di maestri i
corsi distinti di latino, greco, retorica, logica, fisica, metafisica,
diritto canonico , teologia scolastica, teologia morale, teologia
dogmatica, sacre cerimonie e canto gregoriano.
Il terremoto
del 20 febbraio 1743, che portò distruzione in tutta la diocesi
e che compromise seriamente l'agibilità del Seminario, obbligò
il Vescovo Francesco CARAFA (1737/54) a provvedere alle riparazioni:
con l'occasione ridusse ad alloggio per il portinaio la Chiesa ,
posta a piano terra prospiciente l'Episcopio, inoltre nello spazio
di una notte fece costruire un arco coperto che attraversasse la
strada pubblica e mettesse in comunicazione diretta l'Episcopio
con il Seminario.
Mons. Marco
PETRUCCELLI (1755/82) avendo ritrovato il Seminario ben costruito
ed arredato provvide ad una riforma del Piano degli Studi ed elaborò
un nuovo regolamento più adatto alle esigenze dei tempi,
anche per eliminare molti abusi che si erano nel frattempo introdotti.
Per rendere
più comodi gli studi e le ricerche, Mons. Salvatore Lettieri
(1825/39) nel 1834 istituì per il Seminario e dotò
a proprie spese una nuova biblioteca più specifica, distinta
da quella vescovile .
Mons. Luigi
VETTA (1849/73) fece demolire l'antica Chiesa dell'Immacolata, attigua
al Seminario, dopo averne trasferito il titolo nella vicina Chiesa
di S. Francesco d'Assisi, da lui totalmente restaurata; al suo posto
fece costruire a pianterreno una grande sala, su cui Mons. Michele
MAUTONE (1876/88) realizzò un nuovo dormitorio, apponendo
sulle volte il proprio stemma e rifacendo integralmente l'arco di
congiunzione con l'Episcopio. La fioritura del Seminario fu tale
che al tempo di Mons. Giuseppe RICCIARDI (1888/1908) gli alunni
raggiunsero il numero di centosettanta. Questo vescovo volle curare
personalmente la formazione dei chierici, ma non lasciò realizzazioni
materiali, impegnato com'era nel restauro della Cattedrale.
Fino al 1908
il Seminario Diocesano si prese cura dell'intera formazione umanistica,
filosofica e teologica dei chierici. Da quell'anno, con l'istituzione
del Seminario Regionale Pugliese da parte di S. Pio X, al Seminario
diocesano rimase unicamente la cura della formazione umanistica
dei futuri presbiteri, che completavano in quello Maggiore la formazione
filosofica - teologica. Durante sia il primo che il secondo conflitto
mondiale il Seminario Diocesano continuò senza interruzioni
la sua attività formativa, anche se in mezzo a difficoltà
e privazioni di ogni sorta.
Fin dall'inizio
del suo episcopato, Mons. Francesco Minerva (1948/50) dedicò
le migliori energie al Seminario e alla cura delle vocazioni, scrivendo
allo scopo una lettera pastorale, istituendo l'Opera Vocazioni Ecclesiastiche,
demolendo e ricostruendo l'ala del Seminario già edificata
da Mons. Sanfelice e ormai fatiscente, conferendole la stessa forma
stilistica dell'intervento di Mons. Vetta e spostando sulla piazza
dell'Episcopio e della Cattedrale l'ingresso principale, prima rivolto
verso settentrione. Al termine dei lavori la cittadinanza come segno
di gratitudine, volle apporre accanto al portone d'ingresso un'
epigrafe scolpita nel marmo:
MONSIGNOR FRANCESCO MINERVA
DAL 12 DIC. 1948 AL 24 DIC. 1950
VESCOVO DI NARDO'
QUESTO VESTUTO SEMINARIO RINNOVANDO
RESE VIVA ESPRESSIONE
DEL SUO APOSTOLICO ZELO
IL POPOLO DI NARDO' RICONOSCENTE
18 MARZO 1951
Purtroppo, l'intervento
di Mons. Minerva, pur rinnovando il volto del Seminario, non riuscì
a risolvere il gravissimo problema della risalita dell'umidità
dalle fondamenta, che rendeva malsano tutto l'edificio, peraltro
diventato troppo angusto per la mancanza di spazi verdi e degli
impianti sportivi.
Per questo,
Mons. Corrado URSI (1951/61), che prima aveva pensato alla demolizione
e ricostruzione dell'intero edificio, venne alla determinazione
di costruire dalle fondamenta in luogo più ampio ed adatto
una nuova sede del Seminario. Fu mobilitata tutta la diocesi e in
particolare le associazioni ecclesiastiche. Il luogo prescelto fu
quello contiguo alla Chiesa extraurbana dei Capuccini, in parte
avuto in donazione e in parte acquistato onerosamente, ben posizionato
lungo la provinciale per Gallipoli e le marine.
Il 31 maggio
1960 lo stesso Presule benediceva la prima pietra, nella quale a
ricordo fu inclusa una pergamena. Il 21 novembre successivo ebbero
inizio i lavori sotto la direzione dell'ing. Salvatore Barone De
Donatis, su progetto dell'arch. Antonio Prete.
Nel giugno
del 1962, quando Mons. Ursi lasciò la diocesi, era stata
già ultimata la maggior parte della costruzione portata a
completamento dal successore Mons. Antonio Rosario MENNONNA (1962/83),
che la inaugurò il 7 maggio 1964 e la pose in funzione dall'inizio
dell'anno scolastico successivo. A memoria di quanto realizzato,
sulla base di una statua bronzea della B.V.M., collocata all'ingresso
del nuovo seminario, fu posta un' epigrafe incisa nel marmo.
Il seminario
della nuova Diocesi di Nardò - Gallipoli
A seguito del Decreto della Congregazione dei vescovi in data 30
settembre 1986,per il quale venivano soppresse le preesistenti diocesi
di Nardò e di Gallipoli e veniva contemporaneamente istituita
la nuova diocesi di Nardò - Gallipoli, anche i seminari delle
due ex diocesi dovevano essere unificati: ciò fu fatto con
Decreto vescovile del 6 gennaio 1988 a cui fece seguito il Decreto
del Presidente della Repubblica in data 7 agosto 1989 che riconosceva
al nuovo ente ecclesiastico denominato " Seminario Diocesano
della Diocesi di Nardò - Gallipoli" la personalità
giuridica. A sede del nuovo ente fu destinato l'immobile dell'ex
seminario di Nardò in quanto più rispondente alla
finalità dell'istituto.
Mons. Aldo Garzia
(1983/1994) ultimo Vescovo delle due ex diocesi e primo vescovo
della nuova realtà Diocesana, tra le altre attività
pastorali ha avuto fin dall'inizio del suo episcopato un'attenzione
particolare per il seminario, rinnovandone l'impostazione formativa
attraverso un nuovo Progetto Educativo, promuovendo instancabilmente
le vocazioni nelle sue visite alle parrocchie con l'istituzione
dell'Opera Vocazioni Sacerdotali, realizzando un coraggioso intervento
di ristrutturazione globale del nuovo seminario, che dopo trent'anni
di feconda attività presentava numerosi problemi statici
e funzionali. A conclusione dei lavori, l'8 dicembre 1993 il seminario
ristrutturato veniva riaperto con una solenne liturgia e a memoria
dell'intervento il Vescovo fece porre all'ingresso la seguente epigrafe
scolpita nel marmo:
QUOD
DIOCESIS SEMINARIUM
IUVENES VOCATIONEM INQUIRENTES
SEX PER LUSTRA
INCOLUERE ALACRES
ALDO GARZIA
NERITONENSIS-GALLIPOLITANUS
EPISCOPUS
PRESBYTERI ATQUE CHRISTIFIDELES
FRATERNITATIS CENACULUM
INSTITUTIONIS PERMANENTIS SEDEM
RERUMQUE DIVINARUM PALESTRAM
CLERICIS AC LAYCIS
RENOVARUNT
VIII DECEMBRIS MCMXCIII
Chiudendo prematuramente
la sua vita terrena il 17 dicembre 1994, ha voluto confermare la
sua predilezione per il Seminario, destinando ad esso una cospicua
dote, insieme con la croce pettorale e l'anello che lo avevano accompagnato
nel ministero episcopale.
Anche il successore,
Mons. Vittorio FUSCO (1995-1999) ha dimostrato nel suo breve ma
intenso episcopato una particolare attenzione per il Seminario Diocesano.
Scelse, infatti, proprio il Seminario come luogo della sua residenza
privata, vivendo insieme ai seminaristi e agli educatori e abitando
in un piccolo appartamento all'interno del Seminario, riservandosi
l'episcopio solo per le udienze e il lavoro quotidiano. La comunità
ebbe così il dono straordinario di stare accanto al suo vescovo
quasi quotidianamente, nutrendosi non di rado dell'alto magistero
di Mons. Fusco che sapeva spezzare con grande sapienza il pane della
Parola durante le celebrazioni eucaristiche che frequentemente presiedeva
in Seminario. Era facile poi vederlo ad intrattenersi con gli alunni
della comunità per il colloquio personale o qualche suggerimento
per lo studio, stimolando così da vicino e in prima persona
il delicato lavoro degli educatori e il discernimento vocazionale
dei ragazzi e dei giovani seminaristi.
La
Comunità (Torna all'indice)
Anno comunitario
2009-2010
Rettore ed Economo:
STEFANELLI Don Oronzo
Padre Spirituale:
DE LORENZIS Don Quintino
Confessore straordinario:
RIZZELLO Mons. Antonio Fortunato
Sanitario:
PELLEGRINO Dott. Norberto
SEMINARISTI
SCUOLA MEDIA
Prima Media
in aggiornamento
Seconda Media
in aggiornamento
Terza Media
in aggiornamento
BIENNIO SCUOLA SUPERIORE
I Anno
in aggiornamento
II Anno
TRIENNIO SCUOLA SUPERIORE
I Anno
in aggiornamento
II Anno
III Anno
Il
progetto educativo (Torna all'indice)
Dal nostro
progetto educativo…
"…Il seminario
diocesano è una comunità di adolescenti ed educatori,
che vive una particolare esperienza di Chiesa, con un'esplicita
caratterizzazione vocazionale, gradualmente orientata al Sacerdozio
Ministeriale."
"…Nella
comunità del Seminario i ragazzi aperti all'ideale sacerdotale
trovano il luogo più idoneo per condurre, sotto la guida
degli educatori, un cammino di formazione integrale della persona…"
"… Pur
non essendo una famiglia, il Seminario è attento a sviluppare
le caratteristiche proprie dell'ambiente familiare, in considerazione
e in rapporto alle particolari esigenze dell'età adolescenziale.."
"…Obiettivo
dell'azione educativa del Seminario non è quella di schematizzare
i comportamenti dei propri alunni, ma quello di provocare in ciascun
educando l'acquisizione di atteggiamenti interiori, ispirati agli
autentici valori dell'uomo e della vita, così come sono proposti
da Gesù Cristo, modello dell'uomo nuovo…"
"…Nel rispetto
delle diverse fasi dell'età evolutiva, la comunità
del Seminario modella e sviluppa il comune itinerario formativo
in tre aree esperienziali:
prima area:
i ragazzi di 11/13 anni (scuola media inferiore)
seconda area: gli adolescenti di 14/15 anni (biennio di scuola
superiore)
terza area: i giovani di 16/18 anni (triennio di scuola superiore)"
ogni area esperienziale
presenta poi un suo particolare itinerario formativo che tiene conto
dei ritmi individuali di crescita, proponendo obiettivi e mete specifiche
fino a condurre il giovane a scelte mature e responsabili in vista
della propria realizzazione umana e cristiana.
"… il Seminario
è una comunità aperta ai rapporti con l'esterno sia
perché ha bisogno di farsi conoscere e amare di più,
sia perché crede che più ampio è l'orizzonte
dei rapporti umani offerto ai seminaristi e più se ne avvantaggia
l'opera di formazione…"
"… (Il
Seminario) coltiva in modo privilegiato i rapporti con le famiglie
dei seminaristi, cercando nei modi più adatti di coinvolgerle
nel proprio impegno educativo, nel rispetto di ciò che è
legge di natura e diritto fondamentale dei genitori e dei figli,
e per far cogliere loro la necessità che vi sia un unico
progetto educativo, a cui anche loro devono ispirarsi…"
"…(Il Seminario)
coltiva i rapporti con i parroci dei seminaristi, mettendoli al
corrente del cammino compiuto dai loro ragazzi e chiedendo la loro
collaborazione…"
"… Il Seminario
è aperto ad offrire le proprie strutture a gruppi parrocchiali
o associativi che vogliano fare esperienze di preghiera o che vogliano
prendere contatto con l'ambiente e con la comunità del Seminario."
La
vita comunitaria (Torna all'indice)
L'ESPERIENZA
COMUNITARIA è la forma ritenuta più idonea per la
crescita e la formazione di chi frequenta il Seminario sia su un
piano umano, sia sul piano ecclesiale, giacchè il Seminario
possiede tutti i connotati di una vera esperienza di Chiesa. Ad
ogni alunno è consentito un vasto arricchimento a livello
di esperienza di vita, e nel contempo offre a ciascuno molteplici
occasioni di confronto, per cui ne resta avvantaggiata l'opera di
discernimento vocazionale.
La SCUOLA e lo STUDIO occupano una parte considerevole della giornata.
Essi rappresentano un momento qualificante della formazione umana,
perché oltre a trasmettere dei contenuti culturali plasmano
una personalità critica, aperta e capace di partecipare attivamente
al lavoro che Dio ha affidato all'uomo per rendere migliore la creazione.
La PREGHIERA
è l'esperienza dell'incontro dell'uomo con Dio, indispensabile
per il seminarista come per ogni cristiano per vivere e crescere
alla luce del progetto di Dio. Anche la MEDITAZIONE e il SILENZIO
fanno parte integrale dell'esperienza del Seminario. Essi sono strumenti
difficili da vivere, ma necessari in una comunità dove la
Parola di Dio vuole essere maestra e compagna di vita.
Il Seminario,
essendo una comunità ecclesiale si ritrova quotidianamente
nell'ESPERIENZA LITURGICA, come uno dei momenti più qualificanti
del proprio impegno educativo. In essa ognuno trova il modo di esprimersi
e di incontrare il Signore della vita che dà il vero senso
allo stare insieme.
I PASTI, consumati
com'unitariamente, non servono solo a soddisfare delle esigenze
naturali, ma costituiscono un momento importante dell'esperienza
formativa del Seminario. Essi sono occasioni per fraternizzare,
per esercitare il reciproco servizio, per abituare all'uso dei beni
materiali senza alcuno spreco, per manifestare a Dio la propria
gratitudine senza dimenticare la povertà di tanta gente che
non ha mensa.
Il TEMPO LIBERO
non è semplicemente un tempo vuoto, ma un tempo da valorizzare
con attività che servono per rinfrancare le energie mentali,
sviluppare le proprie doti personali, per socializzare e per vivere
la gioia dello stare insieme.
La DIREZIONE
SPIRITUALE è un aiuto particolarmente efficace per la formazione
spirituale e il discernimento vocazionale. Essa comporta un rapporto
di fiducia e di amicizia con il direttore spirituale, il quale aiuta
il ragazzo o il giovane a conoscersi meglio, gli propone un itinerario
spirituale, lo sostiene nella verifica del proprio cammino di crescita
e nella comprensione della volontà di Dio.
Momenti intensi
del cammino formativo sono rappresentati dall'esperienza degli ESERCIZI
SPIRITUALI che si tengono in un luogo diverso dal Seminario, normalmente
una volta all'anno. Anche i RITIRI SPIRITUALI PERIODICI durante
l'anno aiutano a riflettere, a rientrare in se stessi per ascoltare
meglio la Parola di Dio e poi farla fruttificare nell'esperienza
di ogni giorno.
IL SERVIZIO
E L'APOSTOLATO svolti generalmente nella parrocchia d'origine, ma
soprattutto all'interno della comunità del Seminario, stimolano
il ragazzo e il giovane a tradurre in gesti concreti i valori che
gradualmente stanno maturando.
Non mancano
lungo l'anno esperienze di festa, di condivisione e di vari incontri
con i GENITORI, gli AMICI, le PARROCCHIE, i GRUPPI della diocesi.
Anche essi contribuiscono a rendere il Seminario una casa aperta
e accogliente per tutti, disponibile a dialogare e interagire sempre
con il mondo circostante e con le diverse componenti della vita
diocesana.
Un
messaggio per Te (Torna all'indice)
Ciao,
il mio nome è Dario, ho 18 anni e frequento il III liceo classico. Da più di un anno vivo nel seminario minore diocesano, a Nardò; come avrai capito la mia decisione è abbastanza recente e, in ogni modo, un po’ particolare.
Quando, nell’aprile del 2005, ho sentito questa “chiamata” avevo nel cuore dei sentimenti difficili da esprimere: Fiducia, passione, Dolcezza, Amore…
La mia storia parte dal gruppo scout del mio paese, lì ho imparato cosa fosse la vita vera e mi è subito comparsa la meravigliosa figura di Gesù, un maestro che i miei capi e i miei compagni sono riusciti a presentarmi al meglio. Naturalmente la base di questa mia splendida esperienza è stata e rimane la mia famiglia che, costantemente, ha saputo condurmi sulla via del Signore senza forzature ma mostrandomi, giorno dopo giorno, il suo dolce cammino.
Questi due insostituibili elementi mi hanno permesso di restare affascinato del messaggio contenuto in una rappresentazione teatrale: il musical “Forza Venite Gente”, storia dell’Amore di San Francesco d’Assisi.
Potrà sembrare strano, ma la vocazione è sbocciata in me quando ero impegnato con le prove di questo spettacolo; ogni canzone mi suscitava una commozione mai provata, ogni battuta risvegliava la mia anima e la richiesta si fece subito chiara: il Signore mi voleva per sé. Ho cercato aiuto in famiglia e in parrocchia e grazie a questo la mia scelta è maturata.
Da quando sono in seminario, le mie giornate hanno un colore decisamente diverso: la scuola è sempre la stessa, gli amici, seminaristi e non, sono dei ragazzi normali eppure ogni difficoltà, ogni gioia, ogni stanchezza, ogni allegria non fanno che esaltare quel senso di libertà che il Signore ha dipinto nel mio cuore con colori dorati.
Ogni tanto mi fermo a pensare a ciò che prima ero e cercavo: desideravo una vita piena, felice, libera, una vita che mi soddisfacesse appieno… Averla trovata mi riempie di Gioia e mi spinge ad augurare a te, amico mio, di pretendere sempre il massimo dalla tua stupenda esistenza.
Dario
(anno comuntario 2006-2007)
Carissimo
amico/ carissima amica,
sono Giuseppe, un seminarista del seminario minore di Nardò e frequento il III liceo classico.Vivo in questo luogo da cinque
anni e qui sto verificando la mia vocazione sotto la guida degli
educatori per scoprire il progetto che Dio ha su di me.
La mia vocazione è nata in Azione Cattolica fin dagli anni di scuola elementare,
quando ho cominciato a sperimentare un rapporto più personale
con il Signore. Agli incontri formativi partecipavo con grande gioia
e questa cresceva progressivamente:era il segno di chiamata. Lo
dissi al parroco, in famiglia, agli amici di quello che stava avvenendo
in me. E' fu così che il parroco mi fece conoscere il seminario,
ma non entrai perchè i miei genitori mi ritenevano ancora
piccolo.
I tre anni
di scuola media li frequentai nel mio paese, finita la terza media,
sentivo ancora più insistente la voce del Signore e fu proprio
quello il momento che lasciai tutto per mettermi alla sua sequela.
Ora mi trovo all'ultimo anno di questa esperienza, ho imparato tante
cose, ho coltivato tanti rapporti di amicizia; sento che sono maturato
umanamente e spiritualmente.
In questi
anni quello che per me ha avuto più importanza è stato
il rapporto con il Signore. Negli incontri di preghiera, nei ritiri
spirituali, nella quotidianità ho sempre parlato con Lui
e aperto il cuore per ascoltarlo. In questi incontri ho sentito
gioia, amore, che giorno per giorno mi hanno sempre più cambiato,
rendendomi diverso e vicino a Gesù.
Credo che questa gioia e questo amore sono segni della predilezione
divina. Mi sento piccolo e inadeguato, ma ho fiducia in Lui. Cercherò
di conoscere sempre più Dio nel mio rapporto quotidiano e
di corrispondere al suo amore perchè solo in Lui posso vivere.Vorrei
che altri come me ascoltassero la chiamata di Dio e vi corrispondessero,
anche se ciò comporta un distacco dalla famiglia e dal proprio
ambiente natio.
Gesù promette a coloro che operano questo distacco il centuplo
quaggiù e la vita eterna. La mia vita la vivo come tutti
gli altri giovani; la scuola impegna gran parte del mio tempo, anche
perchè mi sto preparando per gli esami di stato del prossimo
luglio. Questo comunque, non mi impedisce di coltivare relazioni
umane con tanta gente, con gruppi organizzati,con miei coetanei.
Mi interesso
di computer, di musica, sono a contatto con le notizie del mondo
e quindi non sono estraneo alla realtà quotidiana. Insomma
la chiamata a seguire Cristo Gesù non mi ha tolto dalla realtà
degli uomini, ma mi sta aiutando a comprenderla meglio. Perciò
non c'è da meravigliarsi che con tanti interessi uno possa
avere la vocazione al sacerdozio, anzi è più preparato
e si sente più completo nelle sua umanità.
Ora Ti saluto,
Ti auguro che anche Tu possa trovare il Signore nella Tua vita e
compiere scelte che Ti rendono felice e una persona autentica. Non
avere paura di fidarTi di Lui e chissà…forse un giorno potremo
incontrarci !
Giuseppe
(anno comunitario 2000/2001)
Il
nostro Patrono: San Filippo Neri (Torna all'indice)
San Filippo
Neri (1515-1595)
San
Filippo Neri, fondatore della Congregazione dell'Oratorio, grande
protagonista della Riforma cattolica del '500, co-patrono di Roma
assieme a San Pietro, educatore della gioventù, amico dei
più poveri, confessore modello, esempio di carità,
preghiera, umiltà ma anche della gioia e dell'allegria
cristiana.
Il legame della nostra comunità alla simpatica e straordinaria
figura di San Filippo Neri risale al periodo della stessa fondazione
del Seminario: il vescovo Mons. Tommasso Brancaccio (1699-1677)
emise nel 1674 la Bolla di istituzione del Seminario Diocesano
sotto il titolo di San Filippo Neri. (Se vuoi saperne di più,
leggi la nostra storia…)
La vita di
San Filippo
San
Filippo Neri, l'Apostolo di Roma , costituisce una delle personalità
più rappresentative di quella stagione di profondo rinnovamento
della Chiesa in Italia e nel mondo, nota come la Riforma Cattolica
, iniziata con il Concilio di Trento e sviluppatasi lungo tutto
l'arco del '500 .
Nato a Firenze
nel 1515 , venne nella Città eterna a 18 anni, dopo aver
rinunciato ad una seducente prospettiva di ricchezza e vi rimase
fino alla morte.
Filippo percepì
in maniera netta i bisogni che emergevano da tutti gli strati
sociali della Roma del suo tempo: il senso di abbandono e di disperazione
delle classi più indifese ed il senso del vuoto che dominava
molta parte della borghesia e delle classe più elevate
alla ricerca di un modello di vita più profondo e motivato.
Laico fino
a 36 anni, il suo apostolato di semplice prete si svolse tutto
nel cuore della Roma cinquecentesca .
Al centro
della sua opera l'attenzione ai più diseredati .Tante le
opere da lui realizzate.
Per i malati , cui dedicava continue visite negli ospedali , fondò
per primo un convalescenziario.
Per i pellegrini
formò un'apposita Confraternita e costruì una grande
casa per loro, dedicata alla SS.ma Trinità.
Si curò
dei malati di mente, fino allora abbandonati per le vie , fondando,
per accoglierli, l'istituto di S. Maria della Pietà, primo
del suo genere.
L 'eco della
sua opera ben presto si diffuse e influenzò profondamente
la vita della città e quella della Chiesa .
Papi , santi
, potenti ed umili, sacerdoti e laici , per tutti, durante cinquant'anni,
San Filippo rappresentò un punto di riferimento unico.
Ne diresse
le coscienze come confessore , li aiutò a risolvere i loro
problemi quotidiani, diede un senso più maturo e consapevole
alla loro religiosità .
Tra le iniziative più innovative , l'Oratorio Secolare,
in cui raccolse uomini di ogni estrazione e cultura accomunandoli
nell' amore alla musica ed alla cultura e coinvolgendoli in momenti
di approfondimento spirituale con la lettura della Bibbia e con
la preghiera. Con il suo carisma riusciva a impegnare tutti ,
nobili e persone del popolo, in attività caritative e nell'
assistenza ai malati negli ospedali .
Aveva un'abilità
speciale nel coinvolgere gli artisti a mettere il loro genio al
servizio di Dio: fu così che nacquero gli Oratori in musica
, gli Annali di Storia Ecclesiastica ed il rinnovato interesse
per l'archeologia sacra.
Sempre lieto,
comunicava letizia a chiunque lo avvicinasse , per questo il popolo
di Roma e la Chiesa lo ricordano come il "Santo della Gioia".
Amava i fanciulli,
li educava gioiosamente alla vita cristiana comprendendo i loro
bisogni ."State fermi, se potete !", amava dire ai ragazzi
che vivevano per le strade di Roma , spesso abbandonati a stessi.
Fondò
per loro in Roma la prima scuola organizzata e un collegio per
i più capaci, ma poveri. Un' altra sua creatura fu la Visita
alle Sette Chiese.
Questa si
svolgeva nel tempo di carnevale e portava migliaia di persone
di tutti i ceti in lunghe gite alle antiche basiliche immerse
nel verde della Campagna romana e ricche delle memorie dei martiri,
occasioni di serena allegria ma anche di raccoglimento e preghiera.
Fondò
la Congregazione dell'Oratorio, primo esempio di vita comune del
clero secolare , diffusasi poi in Italia ed in tante nazioni del
mondo .
Dietro questo
instancabile impegno missionario e pastorale c'è sempre
stata un' intensa vita di preghiera ricca di esperienze mistiche
quale quella, fondamentale per la sua vita, avuta nelle catacombe
di S.Sebastiano, nella Pentecoste del 1544 , quando un globo di
fuoco gli penetrò nel cuore dilatandogli il petto.
Morì
serenamente , nella chiesa da lui realizzata , all'alba del 26
maggio 1595. Canonizzato nel 1622 , S.Filippo Neri è oggi
compatrono della città di Roma.
San Filippo
Neri amava ripetere…
Buttatevi
in Dio, buttatevi in Dio, e sappiate che se vorrà qualche
cosa da voi, vi farà capaci per tutto quello in cui vorrà
adoperarvi.
Il Paradiso
non è fatto per i poltroni.
Scrupoli e malinconie lontani da casa mia.
Beati voi giovani che avete ancora tempo di far del bene!
State buoni
se potete
Preghiera a
San Filippo
O
amatissimo mio protettore, san Filippo, ti prego vivamente di
farmi avere secondo il tuo esempio una vera devozione allo Spirito
Santo, alla Terza Persona della Santissima Trinità. Come
Lui nella Pentecoste, in maniera così meravigliosa riempì
il tuo cuore della sua grazia, così egualmente lui mi doni
le grazie necessarie alla mia salvezza.
Perciò ti prego di ottenermi i suoi sette doni, affinché
il mio cuore sia pronto e ardente alla fede e alla virtù.
Fammi conseguire il dono della sapienza, affinché restino
impressi nel mio spirito i misteri del Verbo Divino; il dono del
consiglio, affinché io possa vedere la mia vita in mezzo
alle tenebre; il dono della fortezza, affinché io sia forte
e inflessibile nella lotta contro il male; il dono della scienza,
perchè io faccia ogni cosa con pura intenzione e gloria
di Dio; il dono della pietà, perchè sia devoto e
conscienzioso; il dono del santo timor di Dio, affinché
io serbi in mezzo a tutte le benedizioni spirituali, soggezione,
rispetto e discrezione.
Mitissimo Padre, fiore della purezza, martire della carità,
prega per me.
Card.
John Henry Newman
Fondò
l'Oratorio che da lui ebbe il nome. Unì all'esperienza mistica,
che ebbe le sue più alte espressioni specialmente nella celebrazione
della Messa, una straordinaria capacità di contatto umano
e popolare. Fu promotore di forme nuove di arte e di cultura. Catechista
e guida spirituale di straordinario talento, diffondeva intorno
Fondò l'Oratorio che da lui ebbe il nome. Unì all'esperienza
mistica, che ebbe le sue più alte espressioni specialmente
nella celebrazione della Messa, una straordinaria capacità
di contatto umano e popolare. Fu promotore di forme nuove di arte
e di cultura. Catechista e guida spirituale di che scaturiva dalla
sua unione con Dio e dal suo buon umore.
Ricordi
ed eventi (Torna all'indice)
Proposte
per ragazzi (Torna all'indice)
Ciao !
Siamo gli educatori del Seminario Diocesano di Nardò. Se
frequenti la V elementare, oppure una classe della scuola media,
Ti invitiamo a partecipare agli INCONTRI VOCAZIONALI che anche quest'anno
si svolgeranno nella nostra comunità. Potrai così
conoscere il Seminario più da vicino, incontrarti con i seminaristi
e altri ragazzi che come Te che faranno quest'esperienza.
Gli incontri prevedono momenti di preghiera, di gioco, di catechesi…
Insomma, saranno momenti pieni di gioia e di allegria ! Non mancare
se Ti interessa il nostro Seminario e se vuoi riflettere con noi
su ciò che la Parola di Dio chiede anche a Te !
Se già frequenti la scuola superiore , puoi chiamare ugualmente
in Seminario: Ti offriremo altre occasioni per incontrarci.
Prendi nota del calendario degli incontri e chiedi informazioni
al Tuo parroco, oppure chiama direttamente in Seminario… Ti aspettiamo.
La partecipazione è completamente GRATUITA !
Ciao a presto
Incontri
vocazionali per ragazzi
Anno pastorale 2009 - 2010
* Incontri vocazionali
Target: ragazzi dai 10 – 16 anni
Date:
Orario: 9.30 – 12.30
Luogo: Seminario (Nardò)
* Week-end vocazionali
Target: ragazzi dai 10 – 16 anni
Date:
Partecipanti: max. 40 ragazzi
Luogo: Seminario (Nardò)
* Giornata “Pro Seminario”
Anche quest’anno la Giornata “Pro Seminario” sarà celebrata nelle parrocchie, santuari e rettorie in occasione della solennità dell’Immacolata, in data 8 dicembre 2009. Le comunità che hanno difficoltà per tale data, potranno concordare con il Rettore del Seminario un altro appuntamento durante l’anno.
Per informazioni più precise chiedi al Tuo Parroco, oppure
chiamaci in Seminario: 0833. 871 706
Scuola
di preghiera per giovani (Torna all'indice)
Scuola di preghiera
dei Giovani (per giovani dai 16 anni in poi).
Il Servizio Diocesano di Pastorale
Giovanile, in colaborazione con il Seminario Diocesano offre ai
giovani dai 16 anni in su l'occasione di una scuola di preghiera.
L'esperienza offre istruzioni
di metodo sulla preghiera, ascolto della Parola di Dio, silenzio,
condivisione, possibilità di confessarsi o confrontarsi con
i sacerdoti, dialogo col Vescovo.
Gli appuntamenti di questo anno pastorale (2009-2010):
Presso il Seminario Diocesano di Nardò (Via Incoronata, 3), ore 17.00/20.00
Ti aspettiamo...
Conntattaci se vuoi:
Don Oronzino Stefanelli
Tel. 0833. 871 706
Don Marco Manco
Tel. 0833. 501 628
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