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Seminaristi
dei Seminari Maggiori
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Chiariamo anzitutto alcune idee…(Torna all'indice)
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SITO INTERNET: ALMO COLLEGIO CAPRANICA
Il Seminario Regionale (cenni storici) (Torna all'indice)
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Tappe della nostra formazione (Torna all'indice)
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Una testimonianza (Torna all'indice)
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Scrivere
la storia della propria vocazione e cercare di spiegare i motivi che
mi hanno spinto ad un "Si" incondizionato e totale a Dio,
è assai difficile, complesso, se non addirittura arduo. Ci si accorge infatti che ognuno di noi nel corso dei suoi anni costruisce, giorno per giorno, una scala che conduce a Dio. Un giorno, poi Dio stesso ti chiama a percorrere quella scala in Cristo Gesù e tu allora sarai chiamato a rispondere… Sin da bambino, spinto dai miei, imparai a svolgere con entusiasmo e passione il mio servizio all'altare partecipando alla vita parrocchiale e cercando di vedere anche le cose più nascoste. |
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La preghiera
era un ripetere continuo le parole "Gesù" e "Dio"
nelle quali racchiudevo un concetto che io stesso avevo elaborato di
Dio. Arrivava l'adolescenza e con essa i primi sbandamenti, le prime
vere delusioni ma anche piccole e grandi gioie che accompagnavano i
miei progetti o la conquista di una ragazza. Si cambiava scuola e nell'Istituto Professionale, ho conosciuto persone nuove, e con loro nuovi modi di fare e di pensare. L'amicizia profonda con i compagni è stata uno dei punti più forti della mia esperienza scolastica e gli impegni di rappresentanza mi hanno fatto vivere in modo più stretto e leale il rapporto con tutti. Le difficoltà dei miei 16 anni hanno cercato di rompere quegli schemi nei quali racchiudevo il concetto di Dio, imparando ad accostarmi alla preghiera e ai sacramenti in modo più spontaneo, conoscendo la bellezza di un Dio che è infinito e immenso amore. |
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L'arrivo
del nuovo parroco porta con sé tutto l'amore e la voglia di fare
di un giovane, ed io fui subito contagiato dal suo entusiasmo. La mia
voglia di dare trova il suo modo di esplodere nel servizio agli altri
presso i gruppi che iniziavano a crescere, riscoprendo ogni volta una
nuova gioia e una nuova carica. La sua amicizia, la sua fiducia e il suo esempio erano ogni giorno una novità indimenticabile come se Dio scrivesse ogni cosa in un grande libro che è il mio cuore. La mia preghiera diventava ora un bellissimo dialogo con Lui che ringraziavo per ogni cosa che nel suo amore in ogni cosa mi donava. La responsabilità del gruppo ministranti mi ha fatto conoscere la realtà dei ragazzi imparando ad amarli per quello che sono e sanno dare. |
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Le esperienze con i
giovani della mia parrocchia sono state ogni anno spunto di riflessione
personale sulla situazione vocazionale da quando, tre anni fa in un
campo scuola, mentre elevava l'Ostia al cielo, negli occhi del mio
parroco scoprii tutto l'amore e la fiducia che egli riponeva in Cristo.
E in quello stupendo spettacolo d'amore trovai la risposta a tutte
le mie speranze, le mie richieste, le mie ansie e imparai ad attingere
da Gesù Eucarestia forza, coraggio e costanza per andare incontro
a Lui negli altri. Un seminarista. |
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Esperienze e ricordi (Torna all'indice)
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Dal 4 al
7 Maggio 2000 si è tenuto a Sacrofano a Roma il 45° Convegno
nazionale missionario dei seminaristi. In più di 200 provenienti
da tutta Italia, in 24 dal nostro seminario regionale, abbiamo preso
parte a questa intensa esperienza formativa. Il tema del convegno, "La missione nella debolezza" , è stato sviluppato attraverso diversi interventi e soprattutto da quelli di S.E Mons. Henri Theissier, arcivescovo di Algeri, di S.E. Mons. Corti, vescovo di Novara e di don Aldo Farina, prete Fidei Donum in Ciad. Mons. Teissier ci ha portato la testimonianza diretta di una Chiesa che vive nella debolezza, una Chiesa ridotta ad una minoranza impercettibile in un Paese praticamente tutto mussulmano, dopo una storia fatta di limitazioni e persecuzioni, ma soprattutto segnata dal sangue di sacerdoti, religiose, religiosi e laici assassinati dagli estremisti islamici per il solo fatto di essere cristiani. |
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Per noi che
viviamo in un contesto molto differente, questa testimonianza è
soprattutto un richiamo a "non dimenticare che c'è, fuori
dalle nostre chiese e dalle nostre assemblee liturgiche, un intero popolo
da raggiungere, da incontrare nel nome del Signore Gesù, da servire
e amare". È proprio riguardo a cosa significhi "missione nella debolezza" nella nostra situazione italiana che è intervenuto Mons. Corti, Presidente della Commissione Episcopale per la collaborazione missionaria tra le Chiese. Egli ci ha ricordato come sia necessario considerare anche l'Italia una terra di missione e che, citando le parole del Papa al Convegno Ecclesiale di Palermo (1995), "la crisi del nostro paese non è superficiale, ma raggiunge livelli profondi della cultura e dell'ethos collettivo". Una diretta testimonianza dalla terra di missione ci è stata offerta, a tal proposito, da Don Aldo Farina, sacerdote diocesano di Milano partito Fidei Donum a 62 anni a N'Djamena, in Ciad, insieme ad una coppia di giovani sposi. Questo modello di "fraternità missionaria" (un sacerdote e una famiglia) è improntato da Don Aldo secondo uno stile di sobrietà essenziale e di responsabilizzazione della comunità locale in terra di missione, coinvolgendola direttamente nell'attività pastorale e contrastando la mentalità di assistenzialismo dall'Italia, per far crescere una comunità della quale tutti i membri si sentano direttamente responsabili, anche economicamente. |
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Tutte testimonianze, quelle di questo convegno, ricche e intense che hanno sollecitato noi seminaristi ad approfondire la dimensione missionaria della nostra vocazione, ma che sicuramente interpellano ogni cristiano, chiamato a ripensare e a rimotivare la sua missione, non facendo affidamento solo sui propri mezzi e le proprie forze, ma prendendo coscienza della propria "debolezza", comprendendo, come ha detto in conclusione del suo intervento Mons. Corti, "di essere solo un piccolo frammento nel cammino del Regno di Dio che Dio ha voluto e che Dio realizza". Come diceva Paolo di se stesso scrivendo ai Corinti: Che cos'è mai Apollo? Che cos'è Paolo? Ministri attraverso i quali siete venuti alla fede. Io ho impiantato, Apollo ha irrigato, ma è Dio che ha fatto crescere. Ora né chi pianta, né chi irriga è qualcosa, ma Dio che fa crescere. Noi siamo collaboratori di Dio (cfr. 1 Cor.3,5-9)". Luigi Sandalo |
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Facoltà Teologica Pugliese (Torna all'indice)
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