La Cattedrale di Nardò

La Basilica Cattedrale Maria SS.ma Assunta, sorge sulla piazza Pio XI, sulla quale si elevano pure l'Episcopio e il vecchio Seminario.

Tesoro di storia, arte e architettura della città di Nardó e della diocesi, la Cattedrale dal 1879 è monumento nazionale e nel 1980, durante l’episcopate di Antonio Rosario Mennonna (1962-1983), è stata elevata a Basilica Pontificia Minore.

La costruzione dell’impianto originario risale, presumibilmente, ai secoli VII-XI. Dell’antica chiesa basiliana di S. Maria de Nerito, però, oggi si possono intravedere solo alcuni reperti consistenti in basi e inizio di fusti di colonne ritrovati, al di sotto del piano del pavimento originario, durante i lavori di restauro effettuati a cavallo tra il XIX e il XX secolo durante l’episcopato di Giuseppe Ricciardi (1888-1908).  


Con la conquista normanna della città, avvenuta nel 1055 che segnò la fine dell’influenza bizantina, i monaci Basiliani vennero lentamente sostituiti dai Benedettini, ai quali furono affidati il monastero e la chiesa.  Fu infatti nel 1080 che il conte normanno Goffredo fece ricostruire sui resti della preesistente chiesa basiliana, una nuova chiesa. Qualche anno dopo, per decisione di Urbano II, venne istituita l’abbazia benedettina e la chiesa venne dedicata a Maria SS. Assunta.

 Solo qualche secolo dopo, nel 1413 sotto il pontificato dell’antipapa Giovanni XXIII, Nardó divenne sede vescovile. Nel corso dei secoli la chiesa ha subito diverse opere di rimaneggiamento, anche radicali, che ne hanno modificato l’originaria impostazione architettonica.  


Ciò che si vede oggi, soprattutto per quanto riguarda la facciata e parte dell’interno, fu riedificato nel '700, al tempo del vescovo Sanfelice.  


Interno della Cattedrale di Nardò (Lecce)È una basilica a tre navate, di cui la centrale ha il lato destro con archi a tutto sesto dell'epoca Normanna (XI sec.) il sinistro, ad archi a sesto acuto, fu rifatto insieme all'abside al tempo degli Svevi (fine XII sec.). I sei pilastri che sorreggono l'edificio sono abbelliti da coppie di semicolonne sormontate da capitelli corinzi, in pietra leccese e in carparo i sinistri. La  copertura è costituita da capriate in travi di legno di larice.  


Sulle pareti vi sono numerosi affreschi, tra i quali, sulla sinistra, quello di San Nicola (di derivazione bizantina - XIV sec.) e quello della Vergine col Bambino (1511). Sulla destra, invece, notevole è quello del Cristo in trono che benedice alla greca (XIV sec.), quello di Sant'Agostino (XV sec.) e, nella quarta cappella, quello della Madonna delle Grazie (del 1249, opera di Baiulardo).  

Gli altri affreschi, eseguiti da Cesare Maccari all’inizio del ‘900, sono nel catino absidale, dove vi è pure un pregevole coro ligneo del 1590.


Fra tutte le figure dipinte prevale quella della Vergine, coperta da una ricca veste di broccato bianco e seduta in mezzo ad un coro di angeli, attorniata dagli Apostoli che assistono alla Sua Assunzione in cielo. 
Sulla parete destra Maccari ha raccontato con i suoi dipinti il miracolo del Crocifisso Nero (il cui simulacro si venera nella terza cappella della navata sinistra) che secondo alcune fonti sarebbe accaduto il 18 maggio 1255, quando i Saraceni, finiti in Nardò per ordine di Manfredi, tentarono invano di rubare da questa chiesa il Crocifisso. Secondo la tradizione, mentre lo portavano fuori per bruciarlo con altre statue sacre, il simulacro restò incastrato tra gli stipiti, si spezzò il dito mignolo della mano sinistra e da qui ne uscì sangue. Alla vista di questo fenomeno i soldati, atterriti, fuggirono e abbandonarono la città.  


Coro: Trasporto delle reliquie di S. Gregorio Armeno (Dipinto di Cesare Maccari)Sulla parete sinistra dell’abside è rappresentata la Traslazione delle reliquie di San Gregorio Armeno effettuata dai monaci Basiliani nell' VIII secolo.

Una attenzione particolare si deve prestare poi all’altare delle Anime del Purgatorio, posto sempre sulla navata sinistra, opera di Placido Buffelli. Presenta sei colonne tortili e scene ritraenti le Anime purganti ed episodi del Vecchio e Nuovo Testamento, oltre ad una tela che raffigura la Madonna del Carmine (XVII sec.). Interessante anche l'altare dedicato a San Michele Arcangelo (1647) la cui pala è stata attribuita al celebre pittore napoletano F. Solimena, e la cappella del SS. Sacramento, con una macchina d'altare formidabile; l’altare fu eretto nel 1680 dal Buffelli e la tela è stata attribuita a Luca Giordano.

Il campanile, altro residuo dell'antica chiesa abbaziale, si eleva come torre quadrata, ma dal terzo piano in su, dopo il terremoto del 1456 che lo distrusse, fu fatto ricostruire nel 1569 in forma ottagonale dal Vescovo Ambrogio Salvio. Questa parte fu danneggiata nell'altro terremoto del 1743, quindi atterrata da un fulmine nella notte del 21/1/1815, per essere ricostruita pochi decenni dopo.

Informazioni utili:

Parrocchia Cattedrale Maria SS. Assunta
Parroco: Mons. Decio MERICO
Vicario: Don Tommaso TAMBORRINI
Piazzetta Pio XI
tel. 0833 561 897


ORARIO SS. MESSE:

Orario invernale
feriale: 8.00 - 8.30 - 18.00
prefestivo: 18.00
festivo: 8.00 - 10.00 - 11.15 - 18.00

Luglio - Agosto
feriale: 8.00 - 8.30 - 19.00
prefestivo: 19.00
festivo: 8.00 - 10.30- 19.30

Abitanti: 2880 ca.

Gruppi presenti in parrocchia:

Azione Cattolica - Apostolato della Preghiera - Congregazione Mariana - Piccole Apostole - Gruppo Coppie/Sposi - Ministranti - Ass. B.v. Maria del Rosario

Rettorie nel territorio parrocchiale:

S. Domenico (Mons. D. Merico)- Immacolata (Don I. Magagnino) - S. Teresa (Don T. Tamborrini) - S. Chiara (Don R. Tarantino)- S. Giovanni - San Trifone (Don I. Magagnino) - S. Giuseppe (Don C. Carrozza)

Confraternite:

San Luigi - San Giovanni Battista - Anime Sante del Purgatorio - San Giuseppe - Immacolata - SS. Sacramento - S. Trifone

Istituti Secolari:

Missionarie della Regalità - Ancilla Domini