Presentazione

 

«Voi siete il campo di Dio» (1 Cor 3,9): utilizzando questa singolare espressione, l’apostolo Paolo richiama i cristiani di Corinto ad edificare la Chiesa nell’unità e nella comunione, ponendo Cristo solo come fondamento di ogni attività ecclesiale. Ogni battezzato, ciascuno secondo la grazia ricevuta da Dio, contribuisce secondo il pensiero di Paolo a costruire la comunità ecclesiale, chiamata a testimoniare anzitutto la comunione e la fedeltà al Signore (cf. 1 Cor 3, 1-23).

In questa stessa prospettiva richiamata dall’apostolo Paolo, il nostro Vescovo ha voluto indire la sua prima Visita Pastorale alla diocesi di Nardò-Gallipoli, invitando tutto il popolo di Dio a ripartire nuovamente dalla «presenza viva di Cristo in mezzo alla sua Chiesa» per valorizzare il «senso di corresponsabilità» di tutti i fedeli e promuovere a tutti i livelli la «dimensione comunionale» di ogni attività pastorale (cf. Decreto di indizione del Vescovo per la Visita Pastorale).

Siamo quindi invitati, come afferma ancora l’apostolo Paolo a sentirci tutti e veramente «collaboratori di Dio»  (1 Cor 3,9), apportando il nostro contributo di impegno e di immaginazione per coltivare ancora con passione quell’immenso campo che è la Chiesa di Dio che vive e opera sia nelle nostre comunità parrocchiali che nell’insieme più ampio della Chiesa diocesana ed universale. La Visita Pastorale può essere così l’occasione per fare il punto della situazione, verificando con occhi critici ma fiduciosi il cammino finora fatto e quello ancora davanti a noi, riconsegnando le nostre comunità ecclesiali alla coscienza della propria identità e missione nel mondo in cui viviamo.

Il sussidio che qui presentiamo vuole in questo senso approfondire le motivazioni della Visita Pastorale già indicate nel «Vademecum» che è stato pubblicato, sostenendo un po’ il lavoro di riflessione individuale e comunitaria che questo evento ci chiede. Grazie alla collaborazione di alcuni presbiteri e laici della nostra stessa diocesi, abbiamo voluto indicare con queste pagine dei piccoli orizzonti sulla visita stessa del Vescovo e su alcuni ambiti pastorali che essa intende toccare. Non vi è la pretesa di essere esaustivi, ma di offrire piuttosto qualche piccolo spunto per entrare nello spirito della visita e nei possibili risvolti pastorali che essa potrebbe avere nelle comunità, tentando di gettare sempre nuovamente il ponte tra la teoria e la prassi.

 Le schede ecclesiologiche finali, tratte dal Catechismo della Chiesa cattolica, vogliono invece focalizzare alcuni aspetti della dottrina sulla Chiesa per ricordarci il fondamento sicuro su cui costruire ogni progetto e desiderio di rinnovamento ecclesiale, come il Concilio Vaticano II ha auspicato.

 

                                                                                                                                                                                                                 Don Vincenzo Viva,

                                                                                                                                                                                                               Segretario della Visita Pastorale

 

 

                                                                                                                   1 Corinzi 3, 9-23

«Siamo infatti collaboratori di Dio, e voi siete il campo di Dio, l`edificio di Dio. Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un sapiente architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento come costruisce. Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo. E se, sopra questo fondamento, si costruisce con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, paglia, l`opera di ciascuno sarà ben visibile: la farà conoscere quel giorno che si manifesterà col fuoco, e il fuoco proverà la qualità dell`opera di ciascuno. Se l`opera costruita resisterà, costui ne riceverà una ricompensa; ma se l`opera finirà bruciata, sarà punito: tuttavia egli si salverà, però come attraverso il fuoco. Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi. Nessuno si illuda. Se qualcuno tra voi si crede un sapiente in questo mondo, si faccia stolto per diventare sapiente; perché la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio. Sta scritto infatti: Egli prende i sapienti per mezzo della loro astuzia. E ancora: Il Signore sa che i disegni dei sapienti sono vani. Quindi nessuno ponga la sua gloria negli uomini, perché tutto è vostro: Paolo, Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte, il presente, il futuro: tutto è vostro! Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio.»

 

Concilio Vaticano II, Lumen Gentium, n. 6 (costituzione dogmatica sulla Chiesa)

«Come già nell'Antico Testamento la rivelazione del regno viene spesso proposta in figure, così anche ora l'intima natura della Chiesa ci si fa conoscere attraverso immagini varie, desunte sia dalla vita pastorale o agricola, sia dalla costruzione di edifici o anche dalla famiglia e dagli sponsali, e che si trovano già abbozzate nei libri dei profeti (…)

La Chiesa è il podere o campo di Dio (cfr. 1 Cor 3,9). In quel campo cresce l'antico olivo, la cui santa radice sono stati i patriarchi e nel quale è avvenuta e avverrà la riconciliazione dei Giudei e delle Genti (cfr. Rm 11,13-26). Essa è stata piantata dal celeste agricoltore come vigna scelta (Mt 21,33-43, par.; cfr. Is 5,1 ss). Cristo è la vera vite, che dà vita e fecondità ai tralci, cioè a noi, che per mezzo della Chiesa rimaniamo in lui, e senza di lui nulla possiamo fare (cfr. Gv 15,1-5)».