Visite pastorali nella Diocesi
Mario Mennonna
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Dopo un trentennio dalla istituzione della diocesi di Nardò, avvenuta nel 1413, il quarto vescovo della serie, Ludovico De Pennis (1451-1484), procede dal 1452 al 1560 alla prima visita pastorale, su cui si innesterà quella del 1485 del successore Ludovico De lustinis (1484-1490). Seguirà nel 1500-1501 la visita del vescovo Gabriele Setario (1491-1507) (1).
Queste, in base alla documentazione esistente, risultano essere le prime in Terra d'Otranto, precedendo quelle dell'arcivescovo di Brindisi Roberto Pisicelli della fine del Quattrocento, del vescovo di Ugento Andrea Pastore del 1517, dell'arcivescovo di Otranto Fabrizio De Capua del 1522 e del vescovo di Lecce Giovanni Castromediano del 1535 (2).
Le visite pastorali dei vescovi neritini, così come avviene per gli ordinari di altre diocesi meridionali, si soffermano in modo precipuo su una mera ricognizione patrimoniale di arredi sacri e dei beni immobili (terreni, case, ecc.), di cui ogni chiesa beneficia, soprattutto nell'ambito delle chiese ricettizie.
Anche se non si ricavano elementi relativi al grado di zelo, salvo indirettamente tramite la misura della cura prestata alle chiese, si colgono aspetti per definire almeno l'intensità della munificenza, che rispecchia la tensione religiosa dei donatori.
In diocesi di Nardò per l'indizione di una nuova visita bisogna attendere il 1578, cioè subito dopo il Concilio di Trento, svoltosi dal 1545 al 1563, che tra le altre direttive impone la celebrazione dei sinodi, di cui il primo a Nardò è indetto nel 1564 dal vescovo Giovanni Battista Acquaviva (1536-1569).
E' il vescovo Cesare Bovio (1577-1583), che, sugli indirizzi conciliari, allarga l'orizzonte e, accanto agli aspetti giuridico-economici, procede alla visitatio hominum e al negotium fidei, passando attraverso l'analisi sia dello stato morale del clero e della comunità sia del grado di religiosità raggiunta.
Nel frattempo anche nelle altre diocesi di Terra d'Otranto si compiono le visite: continuano nella diocesi Lecce (3) e iniziano nella diocesi di Gallipoli, istituita nel VI secolo, nel 1564 con il vescovo Giovanni Francesco Cibo (1540-1575), nel 1588 con il vescovo Sebastiano Quintero (1586-1593) e nel 1599 con il vescovo Vincenzo Capece (1596-1630) (4).
Quella del Bovio rimane un punto di arrivo, in quanto i vescovi Fabio Fornari (1583-1596) e Luigi De Franchis (1611-1615) rispettivamente nelle visite del 1585 e del 1612, nel rimarcare la ricognizione patrimoniale, si fermano quasi sempre alla elencazione dei componenti del clero, che, così come tutte le altre, rimangono utili per la conoscenza dei cognomi e del numero dei sacerdoti.
Un più mirato indirizzo pastorale è dato dal vescovo Girolamo De Franchis (1617-1634) nella visita del 1618-1619, laddove, nell'editto di indizione, fa esplicito riferimento all'attenzione che riserverà ai costumi dei sacerdoti e del popolo, in linea con la sua strategia di interventi attraverso i sette sinodi indetti.
Un'involuzione sembra prevalere nella visita del 1637 di Giovanni Granafei, vicario generale del vescovo Fabio Chigi (1635-1652), mai in diocesi, divenuto papa Alessandro VII (1655-1667), in quanto ritorna alla ricognizione materiale. Tuttavia è attraverso alcune Relazioni al Chigi che si compiono analisi ai livelli religioso, morale e culturale del clero.
La prassi dell'elaborazione di tali documenti può ritenersi un indicatore metodologico pastorale anche dei vescovi neritini di inviare, in forma ufficiale, le relationes ad limina alla Sacra Congregazione dei Concili, esistenti sin dal IX secolo, ma sancite su direttive precise dal concilio tridentino e, successivamente, nel 1725 con Benedetto XIII organizzate in un formulario uguale per tutti i vescovi.
Sempre nella diocesi di Nardò si compiono le visite nel 1653 con il vescovo Calanio della Ciaia (1652-1653), nel 1670 e nel 1675 con il vescovo Tommaso Brancaccio (1665-1677) e nel 1678-1682 con il vescovo Orazio Fortunato (1678-1707).
Anche per la diocesi di Gallipoli nel sec. XVII si compiono diverse visite pastorali: nel 1654 con il vescovo Andrea Massa (1651-1654); nel 1660, cui segue l'anno successivo un sinodo, con il vescovo Giovanni Montoja de Cardona (1659-1667), in cui chiaramente vengono fissate ammende per i sacerdoti manchevoli; nel 1675 con il vescovo Antonio Geremia Del Bufalo (1668-1677); nel 1684 con il vescovo Antonio Perez de la Lastra (1679-1700).
Tutte seguono gli indirizzi conciliari, così come le tre svolte nella diocesi neritina dal vescovo Antonio Sanfelice (1707-1736) nel 1710, nel 1718 e nel 1728, che, producono, tra l'altro l'indizione di almeno quattro sinodi, a significare l'urgente bisogno di una revisione religiosa e morale del mondo ecclesiale diocesano; e le quattro indette nella diocesi gallipolina dal vescovo Oronzo Filomarini (1700-1741) nel 1714, nel 1726, nel 1735 e nel 1739 (5), durante le quali sottopone ogni esponente del clero ad un vero e proprio interrogatorio sul proprio comportamento e su quello dei fedeli.
A Nardò ricognitive e giuridico-economiche sono le visite sia del vescovo Francesco Carafa (1736-1754) del 1737, del 1742 e del 1742, attraverso le quali si può compiere anche un'analisi degli effetti del terremoto del 1743, sia del vescovo Marco Aurelio Petrucelli (1754-1781) del 1756 e del 1770.
A Gallipoli si svolgono le visite nel 1741 con il vescovo di Antonio Maria Pescatori; nel 1748, nel 1757 e nel 1764 con il vescovo Serafino Brancone (1747-1759); nel 1760 e nel 1771, rispettivamente ad opera del vescovo Ignazio Savastano (1759-1769) e del vescovo Agostino Gervasio (1770-1784).
Anche durante il periodo della sede vacante ad amministrazione di vicari capitolari, nella diocesi neritina si compie nel 1816 una visita ad opera del vicario Giuseppe Maria Zuccaro. Senz'altro più approfondita risulta la visita del vescovo Salvatore Lettieri (1825-1830), amministratore apostolico dal 1828 al 1832 della diocesi di Gallipoli. La sua visita è compiuta a piedi per tutti centri della diocesi dal 1825 al 1830, nei cui atti compaiono anche le indicazioni del tipo di lettura svolta dai sacerdoti e, più insistentemente, elementi relativi al loro comportamento.
Sulla stessa scia si muovono le visite del 1822, del 1833, del 1835 e del 1851, indette rispettivamente dai vescovi gallipolini Giuseppe Botticelli (1822-1828), Francesco Antonio Visocchi (1832-1833), Giuseppe Maria Giove (1834-1848), Leonardo Moccia (1848-1852).
Dopo i travagliati episcopati del vescovo neritino Luigi Vetta (1849-1873), che riesce ad iniziare una visita pastorale nel 1854 (6), e del vescovo gallipolino Valerio Laspro (1860-1872), entrambi costretti, come altri ordinari di diocesi meridionali, a lasciare la diocesi per motivi politici in concomitanza dello sbarco di Garibaldi in Sicilia, e dopo i brevi episcopati di altri ordinari, bisogna attendere per Gallipoli il 1876 e per Nardò il 1878 perché vengano compiute visite pastorali. Nella prima è il vescovo Enrico Carfagnini (1880-1898) nel 1876 e nel 1882, cui è collegata la relatio ad limina dello stesso anno. Nella seconda è il vescovo Michele Mautone (1876-1888), che svolge la visita del 1878, di cui pochi sono gli atti rimasti, ed invia ben tre relationes allimina nel 1878, nel 1882 e nel 1885, con le quali, anche se alquanto ripetitive, si comincia ad avere più chiare sia le condizioni della diocesi sia la misura della disponibilità del clero e dei fedeli ad accogliere gli indirizzi pastorali (7).
Sulla stessa scia si muovono le quattro visite del vescovo Giuseppe Ricciardi (1888-1907), svolte nel 1892, con successiva articolata relatio del 1894, nel 1898, nel 1901 e nel 1904, che risentono della sua intensa esperienza anche umana nelle contese del capoluogo diocesano (8).
Per la diocesi di Gallipoli inizia il lungo episcopato di Gaetano Muller (1898-1935), che dal 1926 come amministratore apostolico e dal 1927 come vescovo svolge il suo ministero anche nella diocesi di Nardò. Questi indice tre visite pastorali nel 1903, nel 1915 e nel 1919, che si intrecciano con relationes ad limina. Nel frattempo a Nardò succede Nicola Giannattasio (1908-1926), che compie due visite pastorali: la prima nel 1912 e la seconda nel 1921, quest'ultima molto lacunosa di documentazione. Come novità per la prima volta, accanto a quella di altre associazioni ecclesiali, già in tutte le precedenti visite annotate dai vescovi, è riportata la consistenza dell'Azione Cattolica, da poco organicamente riorganizzatasi, per cui si individuano elementi della sua pastorale (9). Anche a Nardò il Muller svolge una visita pastorale tra il 1928 e il 1929.
A Nardò, dopo un ventennio, il vescovo Gennaro Fenizia (1938-1948), autore anche di tre lettere pastorali, inizia a svolgere nel 1941 una visita, che non trova completamento, mentre a Gallipoli il vescovo Nicola Margiotta (1935-1953), che è amministratore apostolico della diocesi di Nardò per un anno tra il 1937 e il 1938, svolge le visite pastorali nel 1936 e nel 1939, cui segue, nel 1942, un sinodo e, molto probabilmente, una terza nel 1949.
In questo periodo il rispetto della periodicità delle visite sembra essersi instaurato in entrambe le diocesi. Infatti il vescovo neritino Corrado Ursi (1951-1962), per pochi mesi anche amministratore apostolico della diocesi di Gallipoli tra il 1953 e il 1954, promotore nel 1954 anche di un sinodo indice le visite nel 1952 e nel 1956; il vescovo gallipolino Pasquale Quaremba (1956-1982) nel 1956, nel 1960, nel 1964 e nel 1974. (10).
Il vescovo Antonio Rosario Mennonna (1962-1983), nel rinnovato spirito del Concilio Vaticano II, svolge tre visite, rispettivamente nel 1964, nel 1970 e nel 1975, cui segue a fine anni '80 una relatio ad limina. Attraverso le precostituite schede singole, relative ad ogni chiesa e ad ogni associazione ecclesiale, si dipana l'analisi della realtà diocesana a tutti i livelli.
Pur con annotazioni alquanto diversificate, in base alla tipologia diversa dei formulari prestampati in linea con i nuovi indirizzi, il vescovo Aldo Garzia dal 1982 al 1986 ordinario delle diocesi di Nardò e di Gallipoli e dal 1986 al 1994 delle due diocesi unificate, indice una visita nel 1991, ultima della serie fino alla presente del 2006, indetta dal vescovo Domenico Caliandro, in diocesi dal 2000.
(1) Tutti gli Atti delle viste pastorali della diocesi di Nardò si trovano presso l'Archivio Vescovile di Nardò. Il mancato riordino all'interno di non poche visite comporta non solo frammentarietà, ma anche, a volte, la impossibilità di definire il numero di quelle indette e le relative date. Sarebbe, pertanto, più che opportuno il recupero presso l'ArchivioVaticano delle relationes ad limina per poter predisporre di documentazione organica. In particolare gli atti delle prime visite sono stati pubblicati in G. C. CENTONZE- A. DE LORENZIS - N. CAPUTO, Visite pastorali in diocesi di Nardò (1452-1501), a cura di B. VETERE, Galatina, Congedo, 1988. Indicazioni su tutte le visite si trovano in E. MAZZARELLA, La sede vescovile di Nardò, Galatina, Editrice Salentina, 1973.
(2) S. PALESE, Presentazione, in V. BOCCADAMO, Terra d'Otranto nel Cinquecento. La visita pastorale dell'archidiocesi di Otranto nel 1522, Galatina, Congedo, 1990, p. 9.
(3) F. DE LUCA, La diocesi leccese nel Settecento attraverso le visite pastorali. Regesti, Galatina, Congedo, 1984.
(4) Gli Atti di queste visite pastorali non si trovano più nell'Archivio Vescovile di Gallipoli, ma sono citate, tra gli altri, da S. PALESE, Presentazione, cit. Si trovano, pur lacunosi per non poche, quelli delle altre che di volta in volta verranno citate. Quanto detto per l'Archivio di Nardò in merito al riordino vale ancor di più per quello di Gallipoli, così come sarebbe opportuno il recupero delle relationes ad limina.
(5) Dalla documentazione esistente queste sono le visite che si ricavano. In particolare per l'ultima del Filomarini non vi sono elementi certi di svolgimento.
(6) M. RIZZO, Mons. Luigi Vetta e la diocesi di Nardò dal 1849 alla Rivoluzione unitaria, in "Rivista di Storia della Chiesa in Italia", a. XXXIV, n. 2 (luglio-dicembre) 1980.
(7) Articolate indicazioni si trovano in M. MENNONNA, Un secolo di vicende a Nardò (1860-1960) Galatina 1972, pp.43 e ss.
(8) O. CONFESSORE, Zelo pastorale e attività civile di mons. Giuseppe Ricciardi, vescovo di Nardò (1889-1908), in "Rivista di Storia della Chiesa in Italia", a. XXVI, n. 2 (luglio-dicembre) 1972.
(9) M. MENNONNA, Mons. Nicola Giannattasio, vescovo di Nardò (1908-1926), durante le elezioni politiche del 1913, in "Rivista di Storia della Chiesa in Italia", a. XXVI, n. 2 (luglio-dicembre) 1974.
(10) E' difficile poter indicare con precisione sia il numero che il periodo, in quanto su documenti si parla di una certa numerazione della visita del 1974 (è indicata come quarta), ma, poi, emerge contraddizione con l'indicazione di quella del 1964 (indicata come seconda), mentre nell'arco di tempo dal 1964 al 1974 non vi sono atti che indichino l'indizione di un'altra (la ipotetica terza).